PISTOIA – L’assemblea comunale del Partito democratico è stata convocata per giovedì 23 giugno alle18, si svolgerà al circolo Arci di Ponte alle Tavole. Si palerà della “situazione politica locale, l’esito delle elezioni amministrative e il prosieguo dell’attività del partito”. Sul piatto anche il mandato che il segretario Walter Tripi ha rimesso alle decisioni degli iscritti.
“All’Assemblea – si legge nella comunicazione di convocazione – sono invitati, anche con diritto di parola, tutti gli iscritti e le iscritte”.

Il segretario del circolo Pd Pistoia Centro, Pietro De Caria non ci sta e che ha scritto al segretario comunale spiegando che non parteciperà ai lavori.
“L’assemblea comunale – ricorda De Caria – è il luogo istituzionale dove il partito sul territorio delinea la linea politica, si confronta e decide. Composta da persone elette durante il congresso, espressione dei circoli sparsi sul territorio, è il primo anello della rappresentanza della vita democratica di un partito prima e del nostro paese dopo. E’ il luogo in sostanza dove si comincia a fare politica e impadronirsi di strumenti adeguati per fare sintesi delle varie posizioni, a meno che la sintesi sia una chimera e si preferisca portare avanti l’azione politica a colpi di maggioranza o sotterfugi tecnici”.
L’iter seguito alla tragica tornata elettorale ha vissuto in assemblea i suoi momenti principali definendo votazione dopo votazione la strada da percorrere. “Sono fiero – scrive De Caria – di aver fatto parte della minoranza che con forza e tenacia ha tentato di correggere la rotta, di aggiustare il tiro, di evitare una disfatta così epocale. Sono ancora più fiero di aver fatto seguire ad ogni assemblea una relazione a tutti voi iscritti per aggiornarvi sui lavori e darvi modo di intervenire o inviare ulteriori riflessioni o suggerimenti. Forse nessun altro iscritto sul territorio ha beneficiato dello stesso trattamento e attenzione, salvo mail istituzionali della segreteria con in allegata la relazione del segretario.
Oggi, con metodo bizzarro, si apre la prima assemblea dopo la disfatta a tutti gli iscritti, la quasi totalità dei quali non conosce, non può conoscere, i passaggi e le sfumature che seduta dopo seduta ci sono state. Ma potrete intervenire, non so bene su quali argomento, dato che l’ordine del giorno non è stato presentato, ma su questo tornerò tra un attimo. Forse tesserete le lodi del lavoro certo encomiabile che Federica ha fatto e su quanto Walter si sia speso, ma non avrete elementi per giudicare la bontà di quel progetto, il modo in cui è stato costruito, l’iter che ha seguito; siete in sostanza chiamati a fare un referendum sulla figura di Walter e Federica, per questo io non partecipo a queste consultazioni verbali (perché comunque non avete diritto di voto) o questo gioco a quiz, per questo ci sono i programmi televisivi. Penso che la vita di un partito vada rispettata a tutti i livelli, dall’anticipare comunicati ufficiali prima agli iscritti invece che ai social, fino all’invito a partecipare con diritto di parola nel consesso più alto del partito a livello locale. Non vedo perché iscritti che non si sono mai presentati abbiano voglia e tempo di partecipare, considerato che nelle sedute più importanti non si sono mai presentati, non so se lo sapete, ma le assemblee del PD sono pubbliche e sempre avete avuto occasione per prendervi parte (sempre senza diritto di voto e parola naturalmente), come ho fatto io del resto prima di essere eletto come segretario di circolo, ruolo che mi permette di diritto di farne parte. Ho sempre seguito i lavori diligentemente e rispettosamente, sembra strano ma l’ho fatto.
All’ordine del giorno dovrebbe essere specificato “Dimissioni del segretario”, abbiamo infatti appreso tutti dai social che il segretario è intenzionato a rimettere mandato all’assemblea che dovrà dunque votare se accettare le dimissioni o respingerle. Avrebbe potuto dimettersi subito se avesse voluto, ma non l’ha fatto. E’ una scelta che rispetto ma che non condivido, mancherà dunque il mio voto in favore delle sue dimissioni, mi auguro che la mancanza di tale voto non pregiudichi l’esito della votazione perché mai come oggi il partito ha bisogno di serietà, rigore, coraggio e rinnovamento. Ha bisogno di tutto, ripeto, fuorché un referendum sulla bravura della nostra segreteria o di Federica, cui va il mio pieno rispetto e ringraziamento per la sfida che hanno accettato e insieme abbiamo fallito. Abbiamo fallito, perché una minoranza, per quanto esigua possa essere in termini numerici, non ha avuto la forza, la struttura o la capacità di aiutare la maggioranza trovare di volta in volta le più opportune strategie, per questo il fallimento grava sul partito tutto.
Se avessi partecipato avrei espresso voto contrario, confido sull’intelligenza collettiva dell’assemblea nel votare all’unanimità le dimissioni di Walter, primo vero e proprio passo verso l’ancor più coraggioso passo verso un radicale cambio di rotta, affinché questo partito se proprio dovrà sbagliare lo faccia con errori nuovi e su vie non ancora percorse”.
La risposta del segretario Tripi non si è fatta attendere, una lettera i cui spiega i motivi della sua decisione.
“Ho rimandato il mio mandato all’assemblea – scrive Tripi – proprio perché ritenevo necessaria una discussione non frettolosa, ma vera e approfondita, oltre che trasparente e senza filtri, nei luoghi deputati. Devo dire che tutto mi sarei aspettato, fuorché che anche questo potesse ritenersi un problema.
Sono quindi piuttosto stupito nel leggere che, dopo il risultato di queste elezioni amministrative, si dovrebbe negare il confronto aperto agli iscritti, in cui ognuno, a partire da me, possa fare le proprie considerazioni. Mi era capitato di essere criticato (magari a ragione) per tante cose, ma per aver scelto di aprire un’assemblea con diritto di parola a tutti, devo dire che mi sorprende. Ovviamente, è legittimo anche questo, ci mancherebbe.
Mi preoccupa inoltre leggere che gli iscritti non avrebbero gli strumenti per conoscere il percorso fatto: oltre ad aver sempre inviato le mie relazioni, è principalmente compito dei segretari di Circolo e degli eletti in assemblea (che nell’ultimo anno sono stati riuniti con regolarità) quello di riportare agli iscritti ciò che avviene, e colmare eventuali lacune di conoscenza. I segretari di Circolo, come ho ripetuto spesso, sono la spina dorsale del partito: hanno doveri, oltre che diritti. Se questo non è stato fatto, o è stato fatto in modo parziale e insufficiente, farà evidentemente parte delle tante cose da modificare in questo partito”.
Ma cosa dice il regolamento organizzativo del Pd? Anzitutto che “l’Assemblea è composta sia da iscritti eletti dai Circoli del Comune, sia da membri per funzione, ugualmente iscritti nei Circoli del Comune; partecipano all’Assemblea, senza diritto di voto, invitati permanenti (designati sulla base di criteri indicati dall’Assemblea) e, occasionalmente, persone invitate dal Segretario, a seconda delle circostanze; possono assistere ai lavori gli iscritti al PD e chiunque sia interessato agli argomenti posti all’ordine del giorno, cioè tutti.
In merito alla trasparenza dei lavori (articolo 11), si dice che l’orario, la sede e l’ordine del giorno vengono pubblicati sulla pagina di Facebook del PD Comunale e sul sito web del Partito democratico, oltre che inviate per e-mail ai segretari di Circolo e ai membri dell’Assemblea.
A oggi, nessuna comunicazione è stata pubblicata né sulla pagina Facebook (ferma al 18 giugno e senza alcuna notizia della sconfitta di Pistoia e Serravalle), né sul sito web, fermo al 7 giugno.







