mercoledì, Settembre 9, 2026

Elezioni, quelle preferenze che non tornano, nell’indifferenza generale

di Francesco Lauria

PISTOIA – Le ultime elezioni amministrative hanno segnato, in tutta Italia, una crescita enorme dell’astensionismo.

Anche se la netta vittoria al primo turno del centrodestra ha evitato un ballottaggio per pochi intimi, anche i dati di Pistoia non fanno eccezione, con un’affluenza intorno al 55% in calo rispetto ai già bassi dati del 2017, registrata nonostante le presenza di numerosissime liste e candidati a sindaco e al consiglio comunale.

Le ragioni dell’esplosione dell’astensionismo che, certo non è un fatto solo italiano, sono molteplici e non è possibile passarle ora in disamina.

Ciò che colpisce però è che, anche nel tipo di elezione che, fin dal 1993, rappresenta un momento di partecipazione estesa con un diretto rapporto tra elettori ed eletti, l’attenzione e la partecipazione attiva siano così carenti.

Ciò considerando, quello che è avvenuto nel conteggio delle preferenze  dei candidati consiglieri appare un pasticcio molto grave che non può che acuire disaffezione e scetticismo non solo nella politica, ma anche nelle istituzioni.

Nelle settimane successive alle elezioni amministrative, nel silenzio imbarazzato della classe politica di maggioranza e di opposizione e anche del sindaco rieletto, abbiamo visto cambiare ripetutamente le composizione del consiglio, con risultati del tutto stravolti, in particolare per alcune liste.

Non errori che possono accadere, ma preferenze raddoppiate e dimezzate, seggi non computati, verbali incoerenti, disallineamenti che davvero fanno cadere le braccia.

Non si sono raggiunti i livelli gravissimi di Palermo, in cui molti seggi nemmeno sono stati aperti per molte ore, ma chi ci assicura che la prossima volta non accadrà?

E’ chiaro che questi fatti rappresentino il sintomo di un’ulteriore malattia: la difficoltà di comporre i seggi e di avere presidenti e segretari formati e con un minimo di esperienza.

Un tempo partiti e associazioni contribuivano indirettamente a “selezionare” anche questo tipo di figure, oggi, forse complice anche un rimborso oggettivamente da aggiornare, siamo all’anno zero.

Certo è che se, nonostante i riconteggi parziali (ma basati sui verbali e non sulle effettive schede) non c’è ancora vera chiarezza sugli esiti delle elezioni al Consiglio comunale (organo a sua volta con compiti e spazi sempre più ristretti)  sarà molto probabile che la prossima volta altri cittadini saranno spinti a non votare, alimentando un circolo vizioso che danneggia una democrazia che, a cento anni esatti dalla violenta presa di potere del fascismo nel nostro paese, non possiamo mai dare per scontata.

Davvero la classe politica pistoiese e le istituzioni locali, Prefettura compresa, su questo non hanno proprio nulla da dire?

Mah!

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