PRATO – Hanno prima tentato di entrare in una abitazione a Oste, dopo aver forzato una finestra. Ma è scattato l’allarme acustico. Così i due hanno desistito, ma con lo stesso sistema sono entrati in un’altra abitazione della stessa strada, in via Battisti: al secondo tentativo, nella abitazione di un 50enne artigiano hanno portato via 100 euro in contanti e due anelli in oro e pietre del valore di 1.500 euro. A questo punto, erano da poco passate le 23.30, si sono allontanati su una “Toyota Yaris” degli anni 2000.

Sono però stati intercettati dai carabinieri del Nucleo Investigativo del Reparto Operativo del Comando Provinciale che li hanno bloccati e arrestati.
I due, nei momenti concitati della cattura hanno cercato di allontanarsi nelle zone limitrofe di campagna, ma i carabinieri li hanno raggiunti e ammanettati. Si tratta di due cittadini albanesi di 39 e 37 anni originari entrambi di Lecaij, senza fissa dimora disoccupati, uno dei due pregiudicato, l’altro incensurato.
La coppia è stata identificata tramite uno scrupoloso monitoraggio delle telecamere d’accesso e d’uscita ai varchi di Prato collocate ai margini est ed ovest del viale Leonardo Da Vinci: si è scoperto che la Toyota Yaris” a loro in uso era intestata ad un cittadino moldavo residente a Livorno, ma di fatto irreperibile, il quale, a sua volta risulta intestatario di altre 124 autovetture.
E’ stato il punto di partenza per ricostruire la loro storia. I due sono stati arrestati per “furto e tentato furto in abitazione, violenza e resistenza a pubblico ufficiale in concorso”.
La refurtiva è stata restituita al proprietario ed ai due sono stati sequestrati oggetti per lo scasso. L’arresto dei due è stato convalidato ieri alle 14 in udienza tenutasi al Tribunale di Prato (P.M. Dott. Massimo Petrocchi) e l’incensurato è stato subito rimesso in libertà mentre al pregiudicato è stata applicata la misura cautelare del divieto di ritorno nella Regione Toscana. Ma è stato nuovamente arrestato e condotto al Carcere di Prato poiché già espulso su ordine del Questore di Firenze nel marzo 2020 e con una pena di 11 mesi e 26 giorni 26 da espiare per una condanna per “furto aggravato e continuato in abitazione in concorso”, per reati commessi a Lastra e Signa, Sesto Fiorentino e San Piero a Ponti nel dicembre del 2014.



