di Beatrice Beneforti
SERRAVALLE PISTOIESE – Ieri sera si è conclusa la ventunesima edizione del Serravalle Jazz che ha avuto ospite d’onore il maestro Enrico Rava, al quale è stato consegnato, nella serata del 30 agosto, il premio Sellani.
Istituito in ricordo della carismatica figura del pianista marchigiano Renato Sellani, scomparso a ottantotto anni nel 2014, il riconoscimento nasce da un’idea del sassofonista Nico Gori, accolta con grande entusiasmo dal direttore artistico Maurizio Tuci e dagli organizzatori di “Serravalle Jazz”. Una figura, quella di Sellani, che, con i suoi indimenticabili concerti e la sua amicizia, ha onorato molte volte il Festival con la propria presenza, contribuendo non poco alla sua crescita negli anni.

La giuria, composta da Nico Gori, Alessandro Lanzoni, Massimo Moriconi, Stefania Scarinzi, Ellade Bandini, Piero Frassi e dal Direttore artistico Maurizio Tuci, ha assegnato il Premio per il 2021 a Enrico Rava, tromba e flicorno, uno dei jazzisti più conosciuti e apprezzati a livello internazionale, da sempre impegnato nelle esperienze più diverse e stimolanti.
Non essendo stato possibile consegnare il premio nel 2021, per indisponibilità del musicista, il Festival ha chiamato quest’anno nuovamente Rava che ha accettato, di buon grado, di salire sul palco di Serravalle.
Una manifestazione jazz ma anche gospel visto il concerto Soul Voices Experience con le voci di Deviana P. Morgan, Lakeetra Knowles, Yelena Baker, Maatsay, accompagnate dall’organo hammond e dalle tastiere di Joe Prencipe, per un concerto che ha “spezzato” un po’ la rassegna, eseguendo arrangiamenti di grandi pezzi della musica soul e blues, con grande entusiasmo degli organizzatori e del pubblico.
Inoltre nella giornata di ieri, 31 agosto, Lorenzo Becciani ha tenuto un importante seminario dal titolo “Come eravamo”. Ripercorrendo i primi dieci anni del festival, Becciani ha creato una sorta di lectio sulla storia del jazz, raccontando aneddoti, consigliando biografie e proponendo piccole clip delle serate del Serravalle Jazz.

Dopodiché, la serata si è conclusa con Riccardo Fassi Florence Pocket Orchestra ”Sitting in a song”, con la partecipazione di Riccardo Fassi (piano, composizioni, arrangiamenti), Alex Sipiagin (tromba), Michele Tino (sax alto), Dario Cecchini (sax baritono), Federico Pierantoni (trombone), Guido Zorn (contrabbasso) e Bernardo Guerra (batteria).
Una edizione molto sentita e frequentata dal pubblico ormai affezionato alla rassegna ma che è riuscita ad attirare anche i nuovi curiosi, proponendo, oltre ai grandi nomi della musica jazz italiana, anche musicisti meno conosciuti ma che suonano ormai da anni nei club e nei festival più importanti d’Italia e non solo.









