mercoledì, Settembre 9, 2026

Le “cose più belle al mondo” in un dialogo tra Nigro e il pubblico

PISTOIA – Una lista delle cose più belle al mondo, quelle per cui vale la pena vivere, compilata negli anni da un figlio per la madre affetta da depressione.

Filippo Nigro porta in scena al Funaro “Every brilliant thing”, spettacolo teatrale dalla struttura originale, nato da una rilettura dell’opera di Duncan Macmillan, che prende forma grazie al coinvolgimento attivo e diretto del pubblico, chiamato non solo a vedere e ascoltare la narrazione, ma anche a intervenire e, in alcuni casi, a prendere parte all’azione.

Una scena dello spettacolo “Every brilliant thing” di e con Filippo Nigro

Proprio il costante “dialogo” con il pubblico-attore è l’elemento originale della storia portata in scena da Nigro, che intende superare l’idea di un monologo altrimenti piatto e un po’ noioso, stimolando i presenti e rendendoli partecipi e protagonisti della vicenda familiare narrata nello spazio scenico.

Non c’è bisogno di una scenografia complessa, lo spazio è ridotto all’essenziale: un tavolo, due sedie, una grossa scatola di cartone da cui spuntano fogli, vestiti, ritagli e altri oggetti indefiniti. Gli oggetti più importanti sono, paradossalmente, i fogli di carta numerati che prima dell’inizio dello spettacolo vengono distribuiti al pubblico; su ciascuno di essi c’è scritta una delle cose che, come spiega fin da subito il protagonista, rendono la vita bella e degna di essere vissuta.

Una lista di “cose”, oggetti concreti o sentimenti, stati d’animo o piaceri immateriali, che nel corso degli anni si aggiungono e si sommano, accompagnando la vita del protagonista dall’infanzia all’età adulta: a partire da quando, bambino sui sette anni, inizia scrivendo la prima cosa, un qualcosa che forse tutti i bambini del mondo adorano: un gelato!

È solo l’avvio di un elenco destinato ad ingrandirsi, a mutare forma con il crescere e il cambiare delle situazioni di vita, ad attraversare numerose vicissitudini – più volte la lista rischia di essere cestinata o finire nel dimenticatoio – ma capace sempre di riemergere come un fiume carsico, per essere condiviso e aprirsi a ulteriori ampliamenti.

Ma perchè compilare una simile lista, che in alcuni momenti sembra diventare l’unica ragione di vita del protagonista impersonato da Nigro? Perchè l’elenco delle cose più belle al mondo, quali possono all’inizio apparire agli occhi di un bambino, è un regalo che il figlio vuole destinare alla madre, affetta da sindromi depressive e che più volte, nel corso della storia, tenta il suicidio, finchè non riesce nel suo tragico proposito.

Ed è qui che si innesta il delicato e drammatico tema della depressione e del suicidio, purtroppo presente in maniera talvolta latente in tante realtà familiari solo all’apparenza felici e serene; il merito di Nigro è quello di affrontare questo argomento con serietà ma anche con un pizzico di leggerezza e ironia, attraverso l’impegno del figlio nel compilare una lista di “cose belle” che lo salveranno dallo stesso destino della madre e rappresenteranno un modo per apprezzare la vita, nei momenti belli come in quelli più tristi.

Perchè la lezione di “Every brilliant thing”, che emerge bene dalla lettura a voce alta dei foglietti da parte del pubblico, è che non servono cose “grandi”, costose o lussuose o ricercate per essere felici; al contrario, tutta l’attenzione è concentrata sulle cose “piccole”, semplici e solo in apparenza banali, come l’ascolto di un nuovo disco o il profumo dell’erba appena tagliata, perchè sono questi “dettagli”, molto spesso, a regalarci piccoli momenti di piacere quotidiano.

Un bell’esordio con sold out per la rassegna “Teatri di Confine”, promossa da Teatri di Pistoia e Associazione il Funaro per la promozione del teatro d’avanguardia e dei suoi nuovi linguaggi: quello di Nigro è stato infatti uno spettacolo capace di “raccontare una storia” in maniera originale e creativa, coinvolgendo e trascinando gli spettatori nelle vicende e dei sentimenti del protagonista.

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