mercoledì, Settembre 9, 2026

Achille Lauro infiamma Prato con uno show eclettico e travolgente

PRATO – “È come fosse domenica…”: e lo è davvero, a fare da cornice a uno show eclettico e travolgente come il suo protagonista.

Eccentrico e iconico, sempre fedele alla sua indole trasformista, Achille Lauro arriva sul palco di Settembre Prato è Spettacolo e durante la serata sfoggia alcuni tra i suoi outfit più celebri, tra vestiti argentati con lustrini e paillettes, boa rossi, body dorati, per concludere con un elegantissimo smoking bianco.

Achille Lauro in concerto a Prato (foto Settembre Prato è Spettacolo)

Nel vestiario e nelle movenze ci sono richiami costanti a quel pop elettronico un po’ anni Ottanta che è tra gli stili musicali di riferimento di Lauro, che nella sua produzione musicale ha saputo attraversare e mescolare generi diversi come rap, hip hop, rock e pop, tutti reinterpretati con un originale tocco glamour.

Il concerto parte subito spingendo sull’acceleratore grazie a successi come “Me ne frego”, “Maleducata”, “Zucchero” e “Stripper” (brano, quest’ultimo, con cui Lauro ha partecipato all’ultima edizione dell’Eurovision in rappresentanza di San Marino). Pezzi che scaldano la piazza, intervallati da alcuni melody che vanno a riproporre brani forse un po’ meno noti, risalenti ai primi album dell’artista.

La musica di Achille Lauro può piacere o meno, il suo “personaggio” è stato talvolta al centro di polemiche e provocazioni, ma non si può negare la sua abilità di performer e di “tenuta del palcoscenico” che egli letteralmente “divora” durante le sue esibizioni, calamitando su di sé e sui suoi movimenti gli occhi del pubblico.

Le fotocamere dei cellulari sono puntate tutte su di lui durante pezzi molto applauditi come “Domenica” ,”Bam bam twist”, “1969”, “Pessima”, in un vero e proprio “viaggio nel passato” in chiave musicale: Lauro riprende ritmi jazz, swing, twist e blues dagli anni Venti agli anni Ottanta del secolo scorso e li riadatta per i suoi testi, in un riuscito “melting pot” musicale.

E durante le brevi pause dello show, quando le luci del palco si spengono, dalle casse si diffonde la voce registrata di Lauro che recita episodi della Passione di Cristo, momenti di “poesia mistica” in cui l’artista unisce sacro e profano.

Chiusura con “16 marzo”, “Rolls Royce”, “Scusa” e “C’est la vie”, per un concerto capace di lasciare il segno e di emozionare anche l’artista, che si congeda dal pubblico gridando un “siete pazzeschi!”.

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