Spettabile Sua Eccellenza Monsignor Fausto Tardelli,
con questa lettera aperta, vogliamo comunicare a Lei e alla cittadinanza, il nostro disappunto in merito alla sua decisione di trasferire Don Eusebiu Farcas dalle parrocchie San Romano in Valdibrana e di Uzzo alle parrocchie di Vignole e Casini. Sicuramente avrà avuto le sue motivazioni, ma altresì noi abbiamo le nostre che ci portano a non condividere questa sua scelta. Don Eusebiu, sin dal primo giorno in cui è entrato nella nostra comunità ha avuto un atteggiamento inclusivo nei confronti di tutti, atteggiamento che lo ha portato ad essere un riferimento, non solo per coloro che frequentano la chiesa ma, e soprattutto, per coloro che non credono, i cosiddetti “atei” e “agnostici”.

Il suo ingresso è avvenuto in un periodo triste per tutti noi, per gli eventi che conosciamo e che hanno colpito l’intero pianeta, nonostante questo, con cautela ma con decisione, è riuscito a valorizzare quel poco che ci era permesso di fare.
Grazie alla sua disponibilità, il Centro Mariano ha cominciato ad essere un luogo di aggregazione sia per la comunità di Valdibrana che per l’intera cittadinanza.
Ha intrapreso progetti che coinvolgono tutte le realtà della zona, realtà quali: la Pro Loco, il circolo La Perlina, il circolo Il Campino, la Misericordia, la scuola dell’infanzia, la scuola primaria e il gruppo di volontari che gestisce e anima la comunità di Uzzo. Progetti che sicuramente auspichiamo possano essere portati avanti dal suo successore, che sicuramente accoglieremo con affetto e spirito di collaborazione, ma che comunque vedranno tempi d’attuazione più dilatati, perché con il nuovo sacerdote dovremo iniziare
tutto da capo e questo, per il cammino intrapreso dalla nostra comunità, potrebbe essere molto negativo.
Siamo consapevoli del fatto che un sacerdote non possa rimanere a vita in una parrocchia, ma sarebbe importante che ci rimanesse per un tempo sufficiente, affinché i progetti in atto possano proseguire indipendentemente dalla sua presenza.
Con queste nostre poche righe vogliamo segnalare il fatto che siamo stanchi di questo modo di fare, stanchi del dover subire scelte e decisioni senza poterne parlare, stanchi del fatto che le opinioni del popolo non abbiano nessun peso, a meno che non si segnalino inadempienze o comportamenti non proprio consoni da parte di un parroco, e che per tanto non ci sia nessuna forma di confronto con la curia che preceda determinate scelte, confronto che potrebbe aiutare, con spirito cristiano e di servizio, a mandare giù in
modo più accettabile la medicina amara. Dobbiamo subire sempre queste decisioni, che vengono mantenute segrete fino all’ultimo momento invece, in nome della collaborazione e della presenza attiva dei laici che la chiesa auspica da anni, sarebbe importante che ci fosse una maggiore condivisione, così da rendere più concreto il cammino come comunità cristiana unita.
Mantenendo la speranza che la sua decisione possa essere rivista, ci auguriamo che questa nostra
riflessione possa far si che non si ripetano situazioni di questo genere, sia nella nostra comunità di Valdibrana e Uzzo, che nelle altre comunità della Diocesi di Pistoia e che si possa proseguire con maggior apertura e relazione sulle strade del mondo, sotto lo sguardo misericordioso del Padre.
Le comunità di Valdibrana e Uzzo









