mercoledì, Settembre 9, 2026

Sguardi sulla Pistoia antica dalla terrazza di San Jacopino

PISTOIA – Sguardi sulla Pistoia antica e la sua storia dagli spazi rinnovati della terrazza dell’ex chiesa di San Jacopo in Castellare, conosciuta dai pistoiesi anche come San Jacopino.

In occasione delle Giornate FAI di Autunno, nella giornata di domenica 16 ottobre i volontari della sezione pistoiese del FAI hanno organizzato visite guidate a gruppi di visitatori presso la “terrazza” sul retro di San Jacopo in Castellare, caratterizzata da uno spazio verde al suo interno e dall’interessante “affaccio” su piazza del Carmine e le vie del Carmine e delle Pappe. Uno spazio che di recente è stato oggetto di un intervento di riqualificazione e risistemazione urbanistica, tornando accessibile al pubblico, e che nei prossimi mesi si andrà a integrare con gli interni restaurati dell’ex chiesa – non ancora accessibili a causa dei cantieri di restauro e relativi ponteggi – destinati a ospitare, con tutta probabilità, uno spazio per conferenze ed eventi culturali.

La “terrazza” di San Jacopino e il suo giardino, oggetto di un’opera di riqualificazione urbanistica (fotografie di Stefano Di Cecio)

Un complesso di proprietà comunale, quello di San Jacopo in Castellare e della relativa terrazza, che potrà essere restituito ai pistoiesi e tornare fruibile alla fine di quest’anno, con la conclusione dei lavori di sistemazione dell’interno dell’ex chiesa e di restauro dei suoi affreschi perimetrali che si dovrebbero concludere, secondo i programmi, alla fine di novembre.

Ma l’importanza di questa visita organizzata dal FAI sta soprattutto nel patrimonio storico e architettonico della città di Pistoia che circonda la terrazza di San Jacopino: ci troviamo infatti in una delle aree urbane più antiche della città, con testimonianze archeologiche, storiche e toponomastiche che ci riportano all’età longobarda. Del periodo della Pistoia longobarda, intorno all’VIII secolo, era la prima cerchia muraria, in seguito più volte ristrutturata e ricostruita, che passava proprio sotto il giardino della terrazza, su un piano rialzato rispetto all’attuale livello stradale, e seguiva il corso di via delle Pappe: un lacerto della prima cerchia è visibile al piano interrato dell’ex monastero di San Mercuriale, oggi in gran parte occupato da uffici giudiziari.

Lo stesso toponimo “castellare” richiama all’antica presenza di una fortificazione militare accanto alle mura, risalente al X secolo, con funzione di difesa di questo angolo della città nei pressi della vecchia porta di Sant’Andrea, punto di accesso settentrionale al centro urbano.

Un luogo strategico, grazie alla sua posizione sopraelevata – testimoniata dal breve ma ripido “sdrucciolo” del Castellare, che da via del Carmine conduce alla piazzetta delle Scuole Normali – e all’antico corso del torrente Brana, che lambiva questo lato di Pistoia dando origine a un’area acquitrinosa e paludosa (come testimoniato dalla vicina pieve di San Bartolomeo “in Pantano”).

Il giardino con le strutture retrostanti l’Archivio di Stato e l’abside di San Jacopo in Castellare

I primi documenti che attestano l’esistenza della chiesa di San Jacopino risalgono al 1131, ma essa era presente già prima del Mille, edificata, come suggerisce il nome, sulle precedenti strutture del “castellare” una volta che, terminata la minaccia delle incursioni ungare, questo perse la sua funzione difensiva.

La chiesa, popolarmente chiamata San Jacopino, testimonia l’importanza del culto jacopeo nella città già prima dell’arrivo delle reliquie da Santiago di Compostela nel 1144, ad opera del vescovo Atto; dopo tale data, la chiesa acquistò ancora maggiore prestigio, diventando parte integrante di quel “circuito jacopeo” compiuto dai pellegrini in transito da Pistoia.

L’attuale conformazione dell’edificio risale al Duecento quando venne costruita una nuova chiesa, più ampia della precedente: la struttura venne ingrandita con l’aggiunta di due cappelle laterali, oggi inglobate nei corpi di fabbrica adiacenti, e la navata venne allungata passando da una pianta basilicale a una pianta a croce latina. Nel XVI secolo con la costruzione della nuova sede della Pia Casa di Sapienza (oggi Biblioteca Forteguerriana) vennero apportate delle modifiche che interessarono il prato di San Jacopino (oggi piazzetta delle Scuole Normali) e il lato sud della chiesa dove venne costruito un edificio prima destinato a granaio e poi a ospedale per i pellegrini.

La chiesa, sconsacrata a seguito delle soppressioni a opera del vescovo Scipione de’ Ricci nel 1783, negli anni è stata destinata a vari usi: prima lanificio, poi oratorio delle adiacenti Scuole Normali Leopoldine, oggi sede dell’Archivio di Stato, poi dopo l’Unità d’Italia divenne di proprietà comunale. Nel luogo sono stati svolti numerosi scavi archeologici e saggi sulle pareti affrescate, all’interno della campagna di restauro che concluderà l’importante opera di riqualificazione di questo complesso monumentale.

La vista panoramica verso via delle Pappe

I volontari del FAI hanno accompagnato i visitatori in un breve giro della terrazza e del suo giardino, punto privilegiato per ammirare il retro di San Jacopino con l’elegante abside romanica, risalente al XIII secolo (peccato, però, la presenza di alcune impalcature!); molto interessante è l’affaccio “panoramico” su piazza del Carmine e le strade adiacenti, con la vista su importanti monumenti della storia di Pistoia. La visita è stata infatti l’occasione per ripercorrere in sintesi le vicende storiche e architettoniche della città, e in particolare di questo angolo, che vede la presenza di numerosi palazzi e chiese, testimoni della storia e delle vicende urbane di Pistoia attraverso i secoli.

Un momento della visita guidata a cura dei volontari del FAI Pistoia

Lo sguardo si pone così sulla piazza del Carmine con il suo giardino e la statua di Mazzini; sulla chiesa di Santa Maria del Carmine, di fondazione duecentesca ma completamente ricostruita nel Settecento con l’elegante facciata barocca; sul giardino pensile ad arcatelle che si affaccia su via delle Pappe; sulle strutture dell’ex convento di San Mercuriale, una delle istituzioni religiose più antiche della città, dalle molte vicende; infine sul retro dello Spedale del Ceppo, noto per il suo fregio cinquecentesco in terracotta invetriata, ma la cui storia affonda le radici nel Duecento, rendendolo uno degli enti assistenziali e ospedalieri più antichi in Italia per la cura dei malati e della popolazione durante le epidemie.

Un punto panoramico “riscoperto”, in attesa della definitiva riapertura di San Jacopino e dei suoi spazi, da destinare a uso pubblico. E un grande successo per l’iniziativa del FAI, con prenotazioni esaurite e gruppi di visitatori al completo per tutto l’arco della giornata.

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