di Letizia Porcù
PISTOIA – Sala buia, i riflettori che illuminano il palco del meraviglioso Teatro Manzoni allestito con solo un’asta da microfono in un angolo e una poltroncina gonfiabile in gomma fucsia.
Un rumore assordante e fischi intermittenti iniziano a disturbare l’atmosfera: “Vi dà noia questa musica? – irrompe sulla scena la ballerina e coreografa Cristiana Morganti parlando al microfono – so che il pubblico va coccolato…Ma io mi sono stufata di essere gentile – urla e minaccia Morganti – e adesso vi sistemo io!”
Così Cristiana Morganti apre il suo spettacolo “Behind the light”, terzo tassello che va a chiudere il trittico formato insieme a “Moving with Pina” e “Jessica and me”, andato in scena ieri sera al Teatro Manzoni di Pistoia.
“Behind the light”, alla cui regia ha collaborato Gloria Paris, è il primo spettacolo presentato dall’Associazione Teatrale Pistoiese dopo la fusione con il Centro Culturale il Funaro.
Un pezzo fortemente autobiografico: irriverente, ironico e autoironico, passa sotto la lente di ingrandimento tutti i sentimenti e le sensazioni che l’autrice prova nella vita e sul palco.
Fonde l’inadeguatezza, l’ansia da prestazione di quando deve entrare in scena, alla risata autocompiaciuta di poter scherzare sui propri disagi. Riversa sul pubblico una cascata di disgrazie: la difficoltà di creare uno spettacolo in periodo di pandemia, durante la quale tutto era appeso a un filo e le incertezze non le permettevano di mettere in ordine le idee. Un metateatro, che racconta la creazione del pezzo stesso e che sembra essere sempre sul punto di svelarne il significato.

A forza di voler svelare il significato, però, questo non viene mai rivelato, proprio perché lo spettacolo vuole che il pubblico si goda il viaggio, come se fosse una poesia: momenti violenti e urlati alternati ad attimi di scoraggiamento accasciati sul pavimento del teatro, legati insieme dai video proiettati sul fondo del palco e dai movimenti dell’artista, ora sinuosi, ora scattosi.
Non sono mancati i riferimenti a Pina Bausch, della cui compagnia Cristiana Morganti ha fatto parte: racconta di come sia difficile staccarsi da un personaggio che ha avuto una tale rilevanza nel mondo della danza.
“Non posso usare musica jazz melodica, perché la usava Pina – spiega Morganti in un momento conclusivo dello spettacolo – non posso utilizzare movimenti sinuosi perché erano la cifra stilistica di Pina…ma non appena inserisco movimenti scattosi vengo incolpata: “Ma perché rinneghi le tue origini e il tuo far parte della corrente di Pina Bausch?”
Siamo arrivati alla conclusione dello spettacolo, l’artista si accascia sul fondo della scena e sopra di lei viene proiettato un video: sotto gli occhi degli spettatori scorrono velocemente le foto della sua vita, tutto il suo vissuto, dagli spettacoli di danza alle vacanze con la famiglia. La caduta delle Torri Gemelle e l’attentato alla sede di Charlie Hebdo. In tutto questo turbinio di immagini, una proiezione dell’artista messa a nudo, letteralmente e metaforicamente, veglia sul corpo disteso a terra. Così si conclude l’autobiografia dell’artista, sotto una cascata di applausi, che ancora una volta ha lasciato il pubblico senza fiato.
“Behind the light” andrà in scena nuovamente l’8 novembre al Teatro Ponchielli di Cremona, il 5 dicembre al Festival Temporada Alta a Girona in Spagna, dal 6 all’11 marzo 2023 al Théâtre de la Ville a Parigi e il 14 marzo a MA Scène Nationale di Montbeliard.









