mercoledì, Settembre 9, 2026

Santa Maria Nuova a Pistoia, una pieve romanica in stato di abbandono

PISTOIA – Una chiesa di origine medievale, in cui sono ancora visibili le antiche forme romaniche, che oggi appare dimenticata e in stato di abbandono.

Ed è un vero peccato, perchè la pieve di Santa Maria Nuova, posta nei pressi di piazza della Resistenza all’incrocio tra via Ferrucci, via Laudesi, corso Amendola e via Ducceschi, rappresenta un’interessante testimonianza architettonica del grande sviluppo dell’edilizia religiosa a Pistoia nel corso del XIII secolo e custodisce una storia secolare di alterne vicende e fortuna.

La facciata, dalla forma “a capanna”, e il lato settentrionale sono stati rinforzati in anni recenti da pannelli di supporto a causa delle precarie condizioni dell’edificio e per prevenire il rischio di crolli o cedimenti, andando però a rovinare ulteriormente il già deturpato aspetto dell’edificio.

Nell’area absidale, invece, le strutture sono ancora ben conservate e venendo da via Ferrucci si possono ammirare l’elegante abside romanica e il caratteristico campanile a vela: elementi “superstiti” della chiesa che tuttavia ci testimoniano chiaramente l’illustre passato e le vicissitudini secolari che essa ha dovuto affrontare.

L’area absidale dell’ex chiesa di Santa Maria Nuova a Pistoia (foto di Andrea Capecchi)

La chiesa fu eretta in stile romanico nel 1266 da Buono di Bonaccorso e all’inizio costituiva una pieve suburbana posta subito al di fuori della seconda cerchia muraria cittadina. A metà Trecento, con la costruzione della terza cerchia, la pieve venne a trovarsi tra l’area urbana e un’ampia zona, corrispondente all’attuale piazza della Resistenza, occupata da giardini e orti urbani intensamente coltivati.

Come indica il nome, la chiesa di Santa Maria fu definita “Nuova” perchè riedificata su un’altra chiesa precedente, di origine altomedievale: si tratta con tutta probabilità della pieve di Santa Maria in Brana, menzionata in un diploma dell’imperatore Ottone III del 998, che venne abbattuta per far spazio al nuovo edificio, più ampio, e in origine caratterizzata da un piccolo cimitero sul lato meridionale e da un loggiato su quello settentrionale, oggi scomparso, che si affacciava sull’attuale corso Amendola.

La vicinanza della pieve alla Fortezza di Santa Barbara determinò, nel corso del Seicento, la sua trasformazione in cappella militare: restaurata per volontà del comandante della fortezza stessa, il castellano Girolamo Paleologo, assunse la demonimazione comune di Santa Maria dei Bombardieri, con evidente richiamo al legame tra questo edificio e la guarnigione fiorentina del fortilizio pistoiese.

Nel 1784 anche Santa Maria Nuova rimase “vittima” della riforma ecclesiastica avviata dal vescovo Scipione de’ Ricci, che portò alla soppressione di numerose parrocchie cittadine e a una generale riorganizzazione delle strutture e degli ordinamenti della Chiesa pistoiese. Tuttavia, a differenza di altre chiese soppresse e sconsacrate che ben presto vennero demolite o videro radicalmente mutata la propria funzione, questa pieve scampò più volte alla demolizione, nonostante che nell’Ottocento, con l’espansione urbana oltre il limite secolare della terza cerchia, fosse diventata un impedimento e un ostacolo alla nuova viabilità cittadina. Inoltre, sebbene ufficialmente soppressa, la parrocchia continuò a esistere come cappella collegata alla Fortezza, e i sacerdoti utilizzarono la chiesa per la cura d’anime degli abitanti di questa zona della città, a inizio Novecento ancora poco antropizzata e occupata da orti e giardini.

La facciata attuale di Santa Maria Nuova

La soppressione definitiva avvenne solo nel 1925, quando le dotazioni della vecchia chiesa, come dipinti e paramenti sacri, furono trasferite nella nuova chiesa parrocchiale di Santa Maria Immacolata, appena costruita lungo via Antonelli nel quartiere suburbano di Porta San Marco. Una ideale linea di continuità con la storia secolare dell’antica pieve, che da quel momento fu definitivamente abbandonata e adibita a magazzino, subendo nuove modifiche nella facciata e nell’interno.

Chiusa in via definitiva ed esposta al rischio crescente di crolli a causa di alcune strutture murarie fatiscenti, nella primavera del 2019 l’ex chiesa è stata oggetto di azioni di monitoraggio e di messa in sicurezza ad opera del Comune di Pistoia sotto la supervisione della Soprintendenza.

In particolare, si è cercato di “tamponare” il pericolo di cedimenti e di tutelare l’incolumità dei passanti lungo largo Santa Maria; d’altra parte, come dichiarato dai tecnici del Comune incaricati del sopralluogo, l’edificio presenta “un precario stato di manutenzione e significative lesioni strutturali”, necessitando di un più ampio intervento di restauro e ristrutturazione.

Particolare dell’abside in stile romanico e del campanile a vela

Che fare? Ad oggi Santa Maria Nuova non corre il pericolo immediato di crolli o danneggiamenti, ma le sue condizioni precarie riguardano non solo le strutture, ma soprattutto la sua futura destinazione: non si sono ancora visti progetti concreti di recupero, e dispiace vedere questo monumento vittima dell’indifferenza, visto da molti più come un fastidio che non come una risorsa.

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