PISTOIA – Gli alberi sono patrimonio comune di tutti i cittadini e garantiscono il benessere e la vivibilità della città. Tagliarli è un atto di inciviltà e miopia che nel breve o medio periodo pagheremo tutti, di certo lo pagheranno le nuove generazioni, in termini di qualità della vita e salute ma lo pagheranno anche coloro che oggi ci guadagnano, con la vendita del legname,gli appalti dei tagli, la vendita di pianticelle sostitutive ma che domani si troveranno ad operare in un territorio desertificato, dal quale chi potrà andrà via, ponendo fine al mercato di qual si voglia tipologia. Come si vivrà infatti a Pistoia, la “città del verde” senza verde, ove alberi d’alto fusto vengono recisi da anni, senza alcun rispetto e senza che mai vengano praticate le previste potature e gli interventi atti ad evitare i tagli, come da art 27 del “Regolamento di tutela e conservazione e gestione del verde comune”, approvato dal Consiglio comunale il 27 luglio 2021, non lo possiamo sapere ma non siamo ottimisti. Persino durante il lockdown da Covid e anzi forse meglio visto che nessuno poteva uscire e vedere, si sono abbattuti alberi in ogni dove ed ora si riprende con forza, stamane in via M. Marini, dopo aver scerpato viale Adua e tempo fa corso Matteotti, solo per citare alcuni luoghi noti.

Viviamo in un’epoca d’inquinamento,d’innalzamento delle temperature, di crisi economica ed esistenziale post-pandemia eppure ancora non si è compreso che gli alberi hanno una vita, come noi e i cani, riducono la CO2,evitano le isole di calore, producono ombra e ventilazione e soprattutto risanano gli animi. Allo stesso modo non si è compreso che non si può vivere in aree ad alta densità demografica ed abitativa senza il conforto della bellezza naturale e paesaggistica, circondati solo da asfalto e cemento. La bellezza del paesaggio naturale genera benessere negli umani e li rende migliori, infatti la sua tutela è prevista dall’art 9 della Costituzione italiana, come un diritto dei cittadini della Repubblica.
D’altro canto, il “Regolamento di tutela e conservazione del verde comune”, adottato dal Comune, recita all’art 1: “Il Comune di Pistoia riconosce il valore e l’importanza insostituibile delle aree verdi in relazione alla molteplicità di funzioni che esse rivestono nel miglioramento dell’ambiente e della qualità dell’aria, nonché dell’arricchimento estetico e paesaggistico delle aree urbanizzate al fine di garantire ai cittadini la migliore vivibilità della città”:
all’art 27: “L’amministrazione si pone l’obiettivo di potare le alberature urbane con turni ottimali”;
all’art 62: “l’amministrazione ha l’obiettivo di mantenere alberi longevi, di grandi dimensioni e in salute”;
all’art 28: “ in caso di sostituzione delle alberate le stesse verranno sostituite con nuovi alberi di circonferenza minima di 40/45 cm e altezza non inferiore a 8/10 metri”.
Il Regolamento adottato dal Comune appare ineccepibile, così come la maggior parte delle Carte dei diritti di cui l’umanità nel tempo si è dotata ma che alla bisogna vengono disattese se non stracciate, di fatto però consente l’abbattimento indiscriminato di alberi di alto fusto in tutta la città.
A questi monumenti viventi verranno, forse, sostituite pianticelle stentate, che impiegheranno cinquant’anni per fornire ombra e ristoro ad umani ed animali.
Concludo sottolineando con forza il mio personale disappunto e contrarietà a tale operato, che nulla ha di sensato, ecologico ed etico, sempre che sia legale,nella certezza che altri cittadini si uniscano alla protesta, chiedendo a chi ci rappresenta l’immediata cessazione degli abbattimenti degli alberi.
Caterina Iannella









