PRATO – Per la prima volta sul palco del Politeama Pratese in una grande prova d’attore, che lo vedrà da solo con l’ensemble dell’orchestra Terra Madre in una contaminazione multietnica di generi musicali diversi.
Non ha bisogno di presentazioni Silvio Orlando, uno dei volti più amati del cinema e del teatro italiano, nel 2022 David di Donatello con Ariaferma e fra gli interpreti dell’ultimo film di Virzì Siccità. La vita davanti a sé, lo spettacolo che lo vedrà protagonista e regista sabato 12 novembre (alle 21) con replica domenica 13 (alle 16), è uno dei titoli più attesi della nuova stagione del Politeama, vincitore di recente del premio “Le Maschere del Teatro Italiano 2022” come miglior monologo.
Quello portato in scena da Silvio Orlando sarà l’adattamento dell’omonimo romanzo di Romain Gary: a distanza di quasi cinquant’anni dalla pubblicazione (sotto lo pseudonimo di Emile Ajar), La vita davanti a sé si rivela anche nella trasposizione teatrale un testo intenso, commovente e attuale che parla di inclusione e convivenza di culture diverse, della fragilità dell’essere bambino proteso tra il bisogno d’amore e il dolore della perdita.
Tutto ruota intorno agli occhi di Momò, bambino arabo di dieci anni che vive nel quartiere multietnico di Belleville nella pensione di Madame Rosa, anziana ex prostituta ebrea che ora sbarca il lunario prendendosi cura degli “incidenti sul lavoro” delle colleghe più giovani. Silvio Orlando ci conduce dentro le pagine del libro con la leggerezza e l’ironia di Momò diventando, con naturalezza, quel bambino nel suo dramma.

La trasposizione teatrale del romanzo di Romain Gary riprende il rapporto con la letteratura che è uno dei filoni della nuova programmazione del Teatro Politeama Pratese: La vita davanti a sé è un autentico capolavoro dove la commozione e il divertimento si rincorrono dietro lo sguardo stupito di un bambino sveglio e vivace, senza punti di riferimento nella Parigi del secondo dopoguerra.
L’opera di Gary, dove è centrale il racconto di un’infanzia ai margini e segnata dal dolore, entrò nelle corde dell’attore nel 2017, durante la lettura di alcuni passi al festival Torino Spiritualità.
Poi l’adattamento scenico per farne uno spettacolo che sta girando nei più importanti teatri italiani e approderà anche a Prato (produzione Cardellino srl, traduzione di Giovanni Bagliolo, edizione Biblioteca Neri Pozza, direzione musicale Simone Campa con l’ensemble dell’orchestra Terra Madre).
L’opera ha avuto anche diversi adattamenti per il cinema aggiudicandosi un Oscar come migliore film straniero nel 1978 con Simone Signoret nella parte della protagonista mentre nel 2021 è stata Sophia Loren a ricevere il settimo David di Donatello come miglior attrice protagonista nella nuova versione del film del Edoardo Ponti. Si legge, fra le note della produzione: “Raccontare la storia di Momò e Madame Rosa nel loro disperato abbraccio contro tutto e tutti è necessario e utile. Le ultime parole del romanzo di Gary dovrebbero essere uno slogan e una bussola in questi anni dove la compassione rischia di diventare un lusso per pochi: bisogna voler bene”.
Il costo del biglietto è di 30-25 euro per la platea (settore A e B), 20 in galleria; riduzioni previste per gli spettatori under 25 (15 euro), 10 per cento di sconto per i soci Unicoop Firenze. Prevendite on line su Ticketone, nei punti vendita Boxoffice o direttamente alla biglietteria del teatro, aperta da martedì a sabato dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 16 alle 19. Informazioni: www.politeamapratese.it.










