PISTOIA – “No al caro bollette”: è il grido che torna a levarsi dalle piccole imprese toscane, soffocate da costi di gestione non più sostenibili e che, adesso, pretendono dalle istituzioni provvedimenti strutturali e irrimandabili.
È il senso dell’iniziativa fissata per il prossimo lunedì 14 novembre a Firenze all’Auditorium del Duomo alle 10.30 e destinata ad amplificare ulteriormente un messaggio ormai noto: le piccole imprese non possono resistere ancora a lungo.
Una denuncia che, adesso, assume contorni sempre più pressanti grazie al gioco di squadra tra le Associazioni di categoria: Confcommercio, Cna, Confartigianato imprese e Confesercenti si presenteranno in blocco al cospetto dei parlamentari toscani – tutti invitati – freschi di nomina. L’obiettivo è dunque nitido: rafforzare il pressing che le confederazioni nazionali della piccola impresa stanno facendo al nuovo Governo, declinandolo stavolta in un momento di confronto autentico con chi esprime il territorio a Montecitorio e Palazzo Madama.
“Le piccole imprese toscane – commenta Gianluca Spampani, Presidente di Confcommercio PTPO – sono ormai da mesi in affanno a causa dei rincari energetici. A fronte di una graduale ripresa dei consumi, i costi di gestione troppo alti affossano le velleità di ripartenza anche nei nostri segmenti, sia a Prato che a Pistoia. Alle istituzioni chiediamo di affrettare i tempi, per una risposta che dapprima restituisca ossigeno alle aziende, quindi diventi supporto strutturale. Se si ferma questo motore pulsante, in fondo, va in cortocircuito tutto il Paese”.
Per Tiziano Tempestini, Direttore Confcommercio PTPO, serve fare presto: “il confronto diretto tra le Associazioni ed i parlamentari – osserva – è una modalità congrua per accorciare i tempi rispetto ad una dinamica che vede le piccole aziende versare in uno stato di sofferenza ormai da molto tempo. Il racconto che ci arriva dal territorio è quello di un affanno notevole: alcuni riescono a rimanere a fatica in una linea di galleggiamento, altri invece sono in ritardo con i pagamenti. Se non si arresta adesso questa emorragia e non si trasfondono nuove energie alle imprese, il risultato non può che essere la chiusura di molte serrande, anche a Pistoia e Prato. Uno scenario che, con il supporto delle istituzioni, dobbiamo assolutamente scongiurare”.
A snocciolare criticità congiunturali e di sistema dal palco dell’auditorium saranno i presidenti delle quattro associazioni: Luca Tonini per CNA Toscana, Luca Giusti per Confartigianato Imprese Toscana, Aldo Cursano per Confcommercio Toscana e Nico Gronchi per Confesercenti Toscana. Incalzati dalle domande di Agnese Pini, direttrice delle testate del gruppo Editoriale Nazionale (QN Quotidiano Nazionale, il Resto del Carlino e Il Giorno), alla quale è stato affidato il compito di introdurre e moderare i lavori, i quattro metteranno sotto i riflettori i vari fattori di crisi che in questi mesi stanno minacciando la sopravvivenza di oltre 880mila micro e piccole imprese in Italia, per un totale di 3.529.000 addetti che potrebbero perdere il lavoro. In Toscana le imprese a rischio sono 63mila, per un totale di 228mila occupati.
Fra i temi caldi al centro del dibattito non ci sarà però solo il caro bollette, per quanto sia una delle emergenze più stringenti da affrontare, ma anche l’aumento dei costi delle materie prime, l’inflazione, la crisi dei consumi, le carenze logistiche ed infrastrutturali, le difficoltà legate al credito e alla ricerca di manodopera. Sullo sfondo, il difficile quadro internazionale aggravato dalla guerra in Ucraina, ma pure alcuni motivi di speranza, come le opportunità di crescita offerte a territori ed economia dai finanziamenti del PNRR.
Prioritaria, per le quattro associazioni di categoria toscane è la necessità di evitare che la crisi economica in atto nel nostro Paese si trasformi sempre di più in una crisi sociale, dalla quale sarebbe ancora più difficile uscire.
Da qui, il richiamo forte alla responsabilità della politica, che deve tornare ad essere consapevole dei problemi del paese reale e ad avere un ruolo attivo verso le imprese. E sarà proprio questo richiamo alla responsabilità ad andare in scena sul palco fiorentino lunedì 14 novembre.
LE IMPRESE IN TOSCANA
In Toscana sono iscritte agli elenchi camerali 446.289 imprese (sedi e unità locali comprese), per un totale di oltre un milione e 200mila dipendenti (1.269.940). Di queste imprese, il 96% (428.017) ha meno di 50 addetti.







