mercoledì, Settembre 9, 2026

Caro bollette, sciopero a Firenze. Tempestini (Confcommercio): ”scongiurare default”

FIRENZE –  “Le nostre piccole e medie imprese versano ormai da mesi in uno stato di affanno costante a causa di costi di gestione diventati insostenibili: servono risposte strutturali e urgenti a fronte del caro energia, altrimenti in molti non riusciranno più ad alzare il bandone la mattina, anche a Prato e Pistoia”. Lo afferma Gianluca Spampani, presidente Confcommercio PT-PO, a margine di “No al caro bollette”, la grande mobilitazione tenutasi oggi – 14 novembre – all’Auditorium del Duomo a Firenze, e che ha coinvolto le quattro principali Associazione di categoria: Confcommercio, Cna, Confartigianato imprese e Confesercenti.

Accanto a loro esponenti delle imprese associate provenienti da tutta la Toscana e, in prima fila, i parlamentari appena eletti in regione.

La Confcommercio alla Manifestazione di Firenze

A tirare le fila del confronto, moderato dalla giornalista Agnese Pini, sono stati Aldo Cursano (Confcommercio Toscana), Nico Gronchi (Confesercenti Toscana), Luca Tonini (CNA Toscana) e Luca Giusti (CNA Toscana). Al centro del dibattito la necessità di fronteggiare una sfida quanto mai impegnativa perché giunta dopo il biennio pandemico e che determina, secondo la disamina dei diretti interessati, l’instaurazione di un vero e proprio patto sociale tra associazioni, imprese e politica.

“La pandemia – prosegue Spampani – aveva già messo a dura prova le imprese dei nostri segmenti, che pure si sono confermate assolutamente decisive in termini di impatto sul Pil, come certificato dai dati che emergono dall’ultimo semestre. I rincari delle bollette si sono innestati dunque su uno scenario di difficoltà, determinando un affanno diffuso che adesso richiede risposte irrimandabili e di carattere strutturale. Ai parlamentari è arrivato un messaggio nitido: no alle soluzioni spot, a quegli interventi di piccolo cabotaggio che non ossigenano realmente le nostre piccole e medie imprese. Il rischio chiusure è altrimenti dietro l’angolo, anche a Pistoia e Prato. Se però si ferma questo motore trainante si genera un cortocircuito globale. Parliamo di un vulnus che ha ricadute dirette sulla tenuta sociale dell’intero Paese. Ecco perché bisogna fare presto”.

Per Tiziano Tempestini, direttore Confcommercio PTPO, “la partecipazione massiccia a questo appuntamento restituisce la misura del momento che le nostre imprese stanno attraversando. Di fronte ad un problema comune e così pressante, l’unica soluzione possibile è quella determinata da un approccio comune e condiviso, affinché le istituzioni che ci rappresentano raccolgano le necessità autentiche delle nostre associate. Oggi troppe aziende, anche sui nostri territori, riescono a rimanere in pari con le bollette con grande fatica, mentre altre si trovano in condizione di grave ritardo. Con questo ulteriore momento di riflessione – prosegue – abbiamo voluto amplificare il messaggio che stiamo già portando avanti da settimane: occorre intervenire sui meccanismi che determinano il prezzo dell’energia, per salvaguardare le famiglie e le imprese che lavorano ogni giorno. Serve uno strumento che calmieri strutturalmente i prezzi nel lungo raggio, per scongiurare il rischio concreto di un default del sistema. Nel frattempo – conclude – si rendono necessarie misure speciali per affrontare i costi maturati nel pregresso e nell’immediato presente”.

In Toscana, è stato rilevato durante l’appuntamento, sono circa 63mila le Pmi a rischio chiusura immediata, su un totale di 446.289 aziende iscritte agli elenchi camerali, per un totale di 1 milione e 200mila dipendenti.

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