di Valentina Loparco

Sarebbe facile dire straccio la tessera e cambio partito. Ancora una volta farò tutto quello che posso per non arrendermi a logiche che portano a sbattere, che impoveriscono e distruggono (ogni giorno di più) il più grande partito di centrosinistra che ci sia in Italia oggi. Perché a questo PD ci tengo. E come me sono migliaia (milioni) le persone che ci tengono.
Io penso che abbiamo un grosso problema nel Partito Democratico, e vorrei che questo post lo leggessero Enrico Letta e Valentina Cuppi, che per me sono due belle persone ma nel loro ruolo rappresentano la classe dirigente di questo partito. Una classe dirigente fatta di personalismi orientati alla sopravvivenza politica e di qualche bella persona che ne rappresenta invece ancora l’anima (per fortuna), ma nell’insieme questa è oramai una classe dirigente non più all’altezza di dirigere questo grande partito di centrosinistra. Mi si dirà che per questo facciamo il congresso. Mica ne sono tanto convinta sapete…
Dopo la convocazione arrivata oggi inizio seriamente a pensare che sia questa classe dirigente romanocentrica il nostro problema e che non basterà il congresso. Perché di ascoltare non c’è nessuna voglia.
Dirigenti che parlano (e spesso sparlano ognuno come gli gira e per suo tornaconto) sui giornali dettando ognuno la propria linea, che le stanno sbagliando tutte negli ultimi mesi (e non solo, ma non apriamo troppe parentesi)..e che, visto il momento storico, una cosa avrebbero dovuto fare: convocare l’Assemblea nazionale in presenza e ascoltarci. A meno che non si pensi che l’Assemblea Nazionale con i suoi 1000 rappresentanti sia superflua, utile solo ad alzare la mano (su zoom neanche quella).
Avreste dovuto ascoltare la voce di noi delegati, di chi è tutti i giorni sui territori, ascoltare non sondaggi ma persone che si impegnano 365 giorni l’anno e che tengono letteralmente in vita il Partito Democratico, anche quando portate avanti campagne elettorali pessime ci mettiamo la faccia perché crediamo a quel partito nato nel 2007 al Lingotto, noi ci siamo anche quando fate alleanze assurde, quando dite “a” e fate “b”, quando non più capaci di fare politica sbagliate anche l’ovvio. Se 2/3 dei nostri elettori si è tappato il naso per votarci vorrà dire qualcosa?! Ecco vi avremmo aiutato a capire il perché in Assemblea.
Lo sappiamo che avete fatto una Direzione fiume su questo. Ma penso che più importante sarebbe stato farla con i vostri delegati territoriali dell’Assemblea.
Invece che avete fatto? Avete convocato l’Assemblea solo su zoom con un ordine del giorno utile solo a ratificare ciò che è già stato deciso e basta. Nulla più. Dopo due anni di covid, in questo momento storico particolare e difficile, con un partito non più in grado di tenere la linea avreste dovuto fare di più.
Non sono arrabbiata. Di più.
E posso dirlo, apertamente, in modo sincero anche se duro.
Il problema non è il Partito Democratico, né la sua struttura, né il suo nome, né i suoi militanti. Il problema è tutta questa classe dirigente, così miope da non vedere. Così arrogante da non voler ascoltare. Così folle da portarci sempre più giù, facile preda di un Conte senza vergogna che si erge a uomo di sinistra dopo aver fatto le peggio cose con Salvini, venerato pure dai nostri, e di un Calenda arrogante che brilla agli occhi dei nostri perché voi vi perdete dietro “il, lo, la” e non sapete più le persone di cosa hanno bisogno, sembra che siate scollegati dalla realtà di tutti i giorni. Che poi non è così, abbiamo parlamentari attenti ai bisogni dei cittadini, che fanno proposte di legge importanti, che con onore portano avanti il loro ruolo, così come la maggior parte dei nostri sindaci, amministratori, segretari di partito.
E poi però succede qualcosa. Il partito non è in grado di prendere il buono che in realtà c’è, come se gli uomini grigi distruggessero tutto.
Non parteciperò ad un’Assemblea Nazionale su zoom per cliccare un bottone.
Se l’Assemblea Nazionale per voi è oramai diventata solo questo, inizio a pensare che qui più che costruire si voglia distruggere.
Serviva una bella Assemblea in presenza per ascoltare oltre che per ratificare, e magari migliorare qualcosa. Avreste dovuto ascoltare prima di tutto i delegati che rappresentano veramente i territori. Vi volete aprire al mondo fuori dal PD? Bene. Ma non sarà sufficiente se perdete anche l’ultima radice che vi tiene in vita.
Perché se questa è la premessa possiamo anche finirla qui. A Marzo, nonostante il congresso, vedrete che sarà un brutto risveglio. Speravo che i brutti risvegli avuti negli ultimi anni e mesi vi fossero bastati. Ma sbagliavo, si può ancora scavare.
Un buon politico è colui che lavora non per essere rieletto, non perché fa male ma perché quello che deve fare è quello che serve a far crescere il Paese, a migliorare la vita dei suoi concittadini. E quello che fa a volte è scomodo. Ma è giusto.
Ecco, forse si racchiude tutto qui, il mio pensiero: una classe dirigente per tutte le stagioni non serve a nessuno, né al Paese né ai cittadini. E ora anche basta.
Abbiamo bisogno che chi dirige questo partito senta l’orgoglio, la fatica, le arrabbiature, le gioie, i dubbi, le proposte dei suoi militanti.









