FIRENZE – “Quello che dipingo sulla tela, incido sul rame o realizzo in un video, nasce dalle emozioni vissute ogni giorno ascoltando le vicende di persone che incrociano la mia vita”.
Sono parole che Rossella Baldecchi usa nel presentare la mostra Cieca Humanitas che si apre mercoledì 23 novembre alle 11 a Firenze a Palazzo del Pegaso in via De’ Pucci 16 (Sala delle esposizioni nella sede del Consiglio regionale) aperta sino al 4 dicembre.
All’inaugurazione saranno presenti il Presidente del Consiglio regionale Antonio Mazzeo, la Consigliera Federica Fratoni, la Presidente della Commissione Pari Opportunità della Regione Francesca Basanieri mentre l’attrice Stella Paci interverrà con alcune letture.
Con le sue opere di struggente lirismo, Baldecchi è da sempre impegnata a mettere in risalto le difficoltà e le ingiustizie che molte donne, soprattutto in Paesi dove sono più discriminate, subiscono a angherie, soprusi, maltrattamenti e perfino la morte.
Attingiamo alle parole di Rossella per esplicitare il suo pensiero “Ho sempre pensato che l’Arte sia uno straordinario strumento di comunicazione non verbale comprensibile a tutti e per questo ancora più potente di altre forme di divulgazione e conoscenza grazie al quale posso parlare di cause per me importanti”.
Ma l’impegno di Rossella è rivolto anche all’Ambiente sempre più stressato e maltrattato dall’opera dell’uomo.
La mostra è arricchita da un catalogo che lei stessa presenta “Apro questo catalogo con il mio ultimo lavoro, un inno alla Pace perché la Pace è il primo dei diritti umani, senza la Pace si perdono tutti gli altri Diritti così come si distrugge il nostro prezioso Ambiente”
La conclusione di questa breve presentazione della mostra la lasciamo alla critica d’arte Anita Valentini, curatrice del catalogo. […”tuttavia, secondo una logica classica, queste figure, nel momento in cui vengono dipinte, rappresentano l’afflato divino dell’umanità, il bisogno di raccontare una storia più alta e, insieme, la voglia di dare un tocco di sano realismo al desiderio e alla necessità di pensare l’immensità, l’eternità e al senso delle cose.
E così Baldecchi crea innumerevoli racconti per la sua Biblia pauperum, che testimonia l’orrore che ancora oggi le donne subiscono e che, insieme, inneggia alla vita, alla voglia di riscatto, al coraggio femminile, tramite la sublimazione”.










