martedì, Settembre 8, 2026

All’ospedale Meyer un giardino fiorito davanti al reparto di Oncoematologia

FIRENZE – Un giardino fiorito davanti al reparto di Oncoematologia. Si chiama “Il verde che cura” il progetto che il Meyer ha inaugurato oggi per i piccoli pazienti che si trovano in ospedale per curare una patologia neoplastica. Lo spazio verde, che si trova proprio davanti a uno dei reparti più delicati del Meyer, è stato realizzato con la consulenza scientifica del Professor Stefano Mancuso dell’Università degli Studi di Firenze e del team di PNAT (Project Nature). Il progetto della Fondazione Meyer è stato supportato da Intesa Sanpaolo attraverso il Programma Formula, in collaborazione con Fondazione CESVI.

Alla cerimonia, questa mattina, erano presenti Alessandro Benedetti, segretario generale della Fondazione Meyer, Alberto Zanobini, Direttore generale del Meyer, Tito Nocentini, Direttore Regionale Toscana e Umbria di Intesa Sanpaolo, Roberto Vignola, Vice Direttore generale di Fondazione CESVI e il professor Stefano Mancuso, cofondatore e coordinatore scientifico della società Pnat, spin-off dell’Università di Firenze.

Il verde che cura. Il progetto ha previsto la creazione di due grandi spazi verdi, integrati con i preesistenti, per aumentare l’azione benefica che le piante apportano ai piccoli pazienti e ai loro familiari, tranquillizzandoli, migliorandone le capacità di socializzazione, alleviandone lo stress, diminuendo il rischio di depressione e i tempi di degenza. Un’oasi rilassante di benessere a disposizione di tutti e sempre accessibile.

Il giardino sensoriale. La prima terrazza che si incontra uscendo dal reparto è stata riempita di fogliami aromatici e fiori profumati per un effetto immersivo nella natura. Nelle vasche a terra è stata prevista l’introduzione strategica di esemplari con forte presenza olfattiva programmati per apparire in successione nell’arco dell’anno.

Healing garden. Anche la terrazza esterna alle camere di degenza si è trasformata in una giungla verde: affacciandosi alla finestra il panorama sarà ovattato da un filtro di piante. Tra le vasche di diverse dimensioni, alcune sedute permetteranno di immergersi nel verde, circondati da una folta e avvolgente vegetazione.

I beneficiari del progetto. Gli spazi, come detto, potranno essere usufruiti da tutti i piccoli che arrivano al Meyer per essere seguiti dal reparto di Oncoematologia per brevi o lunghe degenze (mediamente 800 l’anno), per accessi in Day Hospital (mediamente 5700 l’anno) e per visite ambulatoriali legate al reparto (mediamente 5000 l’anno). Gli spazi saranno inoltre di aiuto anche ai genitori dei bambini durante i periodi di attesa ma anche, e non meno importante, agli stessi operatori (80 dipendenti circa) che si dedicano quotidianamente alla cura dei bambini.

L’iniziativa è stata resa possibile grazie a una raccolta fondi attiva da luglio a settembre 2021 su For Funding, la piattaforma di crowdfunding di Intesa Sanpaolo dedicata a sostenibilità ambientale, inclusione sociale e accesso al mercato del lavoro per le persone in difficoltà. In tre mesi, sono stati raccolti 150.000 euro grazie alle contribuzioni di privati cittadini, imprese della Banca e società del Gruppo Intesa Sanpaolo.

“Uno degli obiettivi della Fondazione Meyer è quello di garantire che i bambini e gli adolescenti che si rivolgono al nostro ospedale per avere una risposta ai loro problemi di salute, possano trovare al Meyer una dimensione che consenta loro di sentirsi a casa e di affrontare al meglio il disagio e le paure che la malattia può portare nella loro quotidianità. Questo progetto, dedicato a un reparto delicato quale è l’Oncoematologia, ha un valore aggiunto: il fatto di aver lavorato in rete con altre eccellenze del territorio per il bene comune”, dichiara Gianpaolo Donzelli, Presidente della Fondazione Meyer.

“Gli “healing gardens” o giardini terapeutici sono ormai considerati nella costruzione degli ospedali più avanzati del mondo parte integrante dell’architettura della cura. Il Meyer con questo progetto si vuole porre anche in questo campo al passo con l’obiettivo di migliorare la qualità della vita dei nostri piccoli pazienti, delle famiglie e dei nostri operatori”, spiega Alberto Zanobini, Direttore generale del Meyer.

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