QUARRATA – Serata fiume quella di martedì 27 dicembre che ha visto il consiglio comunale di Quarrata al lavoro fino a notte fonda per approvare una serie di provvedimenti amministrativi tra i quali le nuove aliquote IMU per l’anno 2023.
Critiche sono state mosse dai gruppi di opposizione per l’eccessivo numero di argomenti posti all’ordine del giorno che, alla fine, hanno determinato il contingentamento dei tempi della discussione.

“Tra i 18 punti all’ordine del giorno – dicono Ennio Canigiani e Irene Gori del gruppo di Fratelli d’Italia – non poteva passare sotto silenzio la stangata deliberata dal sindaco Romiti e dal Partito Democratico a carico dei cittadini di Quarrata. Sono state infatti aumentate le aliquote IMU per l’anno 2023 giustificando tali aumenti con il mantenimento di una serie imprecisata di servizi sociali. Con l’approvazione di questo provvedimento le aliquote sugli immobili concessi in comodato a familiari passano da 7,6 a 8,6 per mille con un rialzo di circa il 14%, mentre gli immobili a uso commerciale vedono le aliquote salire addirittura a 9,6 per mille con un rialzo di circa il 22%, poco sotto il tetto massimo che per legge è pari a 10,6 per mille. Per fare un esempio, una seconda casa ceduta in comodato da padre a figlio, con una rendita di 500,00 euro, subirà un incremento in termini di IMU vicino ai 100,00 euro annui”.
Sia nel corso del dibattito che in dichiarazione di voto, i gruppi consiliari di opposizione hanno chiesto un ripensamento, invitando il Partito Democratico a tagliare spese superflue anziché ricorrere a questa stangata che porterà nelle casse comunali un extra gettito di circa 380mila euro.
“Mi sono fatto portavoce della rabbia di coloro che, avendo una seconda casa o un fondo commerciale- spiega Patrizio Santini anch’egli del gruppo consiliare di Fratelli d’Italia – si vedono ancora una volta tartassati. Il sindaco Romiti ci ha parlato di equità fiscale: ma quale equità? Qui si continua sempre a prendere i soldi dalle solite categorie, dal ceto medio che con fatica si è fatto la seconda casa per i figli e dai commercianti e dagli artigiani che con sacrificio hanno acquistato il fondo nel quale svolgono la propria attività”.
Nel corso del dibattito, a momenti acceso, si è fatto più volte appello a ridimensionare la spesa pubblica sostenuta dall’amministrazione comunale di Quarrata.

“Se c’è buona volontà da parte del sindaco e degli assessori – aggiunge Canigiani – qualche spesa da tagliare si trova sempre. Ma qui non c’è volontà politica e noi non possiamo tacere di fronte a un salasso che ancora una volta ricadrà su una parte delle famiglie di Quarrata già provate dai rincari stellari di gas e luce. Ci è stato detto che dobbiamo mettere maggiori risorse a sostegno delle fasce deboli ma andando a prendere i soldi in questo modo creeremo nuovi poveri. Perché chi ha una seconda casa, comprata con sacrificio per i figli o un fondo commerciale acquistato magari con un mutuo, non è una persona ricca. Questo il Partito Democratico non lo capisce e chi ci rimette sono i cittadini onesti che pagano i tributi”.







