PISTOIA – Va in scena venerdì 13 gennaio, alle ore 21.00 al Funaro, nell’ambito della Stagione “La Via del Funaro” dei Teatri di Pistoia, “La commedia più antica del mondo – Discorso su Gli Acarnesi di Aristofane”, con Massimo Grigò, uno spettacolo dei Sacchi di Sabbia, con la collaborazione di Francesco Morosi.
Lo spettacolo è sold out ma per chi non avesse fatto in tempo a prenotare lo spettacolo di questa settimana sarà possibile recuperare venerdì 17 marzo, alle ore 21.00 al Teatro Francini di Casalguidi, nell’ambito della Stagione teatrale 2023 promossa da ATP Teatri di Pistoia, con il Comune di Serravalle Pistoiese.

Gli Acarnesi di Aristofane è la più antica commedia del mondo. Oggi non è più in repertorio, nessuno la mette più in scena, ma il suo dispositivo comico, ripulito dai cascami del tempo, è ancora esplosivo. Con un ghigno rabbioso e idealista, Aristofane costruisce un nuovo mondo: un mondo libero da ingiustizie e ipocrisie, dove non esistono la povertà e la guerra – insomma un’utopia, innescata dalla miccia formidabile dell’eroismo comico, capace di stravolgere, inventare e dominare.
È la storia di Diceopoli, il contadino che, stufo della guerra, stipula con Sparta una pace personale, fondando una sua polis alternativa. A distanza di 2500 anni, la commedia continua a porci delle domande fondamentali: il mondo è marcio? E se sì, si può rifondarlo, immaginarne uno nuovo? Si può essere al tempo stesso grandi umanisti e insolenti, eleganti e osceni, anarchici e civili? Si può amare il proprio pubblico e al tempo stesso insolentirlo beffardamente?
Massimo Grigò, qui calato nei panni di un brillante accademico, proverà a rispondere, nell’unica maniera possibile: continuare ad interrogare questo antico gioiello comico! Lo spettacolo ha dato il via ad un progetto su Aristofane, sostenuto da Compagnia Lombardi-Tiezzi e dai festival Inequilibrio e Kilowatt, che culminerà nella messa in scena del Pluto, l’ultima opera del grande commediografo greco.
I Sacchi di Sabbia nascono a Pisa nel 1995. Negli anni la Compagnia si è distinta sul piano nazionale, ricevendo importanti riconoscimenti per la particolarità di una ricerca improntata nella reinvenzione di una scena popolare contemporanea. In perenne oscillazione tra tradizione e ricerca, tra comico e tragico, il lavoro de I Sacchi di Sabbia ha finito per concretizzarsi in un linguaggio in bilico tra le arti (arti visive, danza, musica), nella ricerca di luoghi performativi inconsueti, e sempre con uno sguardo vivo e attento al territorio in cui l’evento spettacolare è posto.









