mercoledì, Settembre 9, 2026

Giornata della Memoria 2023: restituire umanità a un presente disumano

 Ahimè, questo frammento di storia dell’umanità è così triste e vergognoso che non si sa come parlarne. Ci si vergogna di esserne stati spettatori senza averlo saputo impedire. Etty Hillesum, lettera del dicembre 1942

Il Lager di Auschwitz-Birkenau Il CPR di Palazzo San Gervasio (PZ)

Commemorare la Shoah con la Giornata della Memoria,  quest’anno  non può che rivestire un significato particolare. Stiamo attraversando un periodo storico, in cui l’orrore del disumano invade quotidianamente la nostra vita: immagini di guerra con distruzioni e stragi di civili, fosse comuni riempite di vittime, masse enormi che si spostano non solo per i disastri bellici ma anche per quelli ambientali, annegamenti di migranti nel vicino Mediterraneo, lunghe file di persone – comprese intere famiglie con bambini – che percorrono la rotta balcanica… Eppure abbiamo guardato dall’altra parte quando le tragedie belliche erano lontane dall’Europa:  Yemen, Siria, Irak, Palestina, Repubblica Centrafricana, Congo, Etiopia…   Ora che la guerra tra Russia e Ucraina ce le fa quasi toccare con mano, troviamo a malapena le parole per descriverle, mentre le risposte politiche degli organi internazionali appaiono del tutto inadeguate e tardive.

Come hanno raccontato molti testimoni sopravvissuti allo sterminio, i treni con i deportati  partivano dalle stazioni delle città italiane, mentre tanti preferivano non vedere, come avevano accettato supinamente  le infami leggi razziali fasciste, che privavano  i cittadini ebrei  di ogni diritto. Eppure su quei treni c’erano persone, in maggioranza donne, bambini, vecchi, malati, che non sarebbero mai tornate. Era certamente più facile e comodo non esporsi, non voler capire né sapere!  Ieri come oggi, il sentimento feroce e implacabile dell’indifferenza, del “pensare a noi stessi” ha favorito un silenzio colpevole, a cui pochi Giusti si sono ribellati in nome della solidarietà innanzi tutto umana, del coraggio etico per resistere al Male della disumanizzazione.

L’evocazione dei lager nazisti dovrebbe  squarciare finalmente il velo di silenzio che copre i CPR – i Centri di Residenza per il Rimpatrio – nome edulcorato per definire carceri speciali dove non esiste regolamento o ordinamento, dove, passati i cancelli, finisce ogni forma di rispetto umano, dove  è negato perfino il diritto stesso alla salute e alla dignità personale.  Luoghi di violenza e soprusi, contenitori di esseri umani su cui pende un provvedimento terribile: espulsione! La detenzione non è motivata da  un reato o  da finalità di prevenzione, in quanto è una misura che non è necessariamente dovuta a esigenze di tutela della sicurezza e dell’ordine pubblico, anche se ormai sembrano questi a prevalere sul progetto politico dell’integrazione.

Auschwitz è accanto a noi, in ciascuno di noi, quando la prevaricazione contro il debole non suscita più ribellione, ma diventa quasi accettata prassi quotidiana. Denunciamo per restare umani!

Mauro Matteucci, Centro “don Lorenzo Milani” Pistoia

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