PISTOIA – Il fascino delle fotografie in bianco e nero, la magia della musica dal vivo e dei suoi grandi interpreti in azione sul palco, l’arte di “scomporre” e “ricomporre” una foto in “pezzi” che danno a chi osserva l’impressione di un soggetto vivo e dinamico.
C’è questo e molto altro nella mostra personale “Se ti tagliassero a pezzetti” del fotografo pistoiese Marco Saielli, inaugurata lo scorso 20 gennaio presso il caffè pasticceria Bohero (corso Silvano Fedi 5) nell’ambito della rassegna “In arte Bohero” curata da Giusy Cumbo.

Trentasette fotografie sono esposte negli spazi interni e nella saletta della pasticceria, risultato di un’attenta selezione operata da Saielli tra le moltissime foto scattate ai concerti a cui ha assistito. Da poco più di vent’anni, infatti, Saielli si è appassionato all’arte fotografica dedicandosi in particolare ai concerti dal vivo e alle esibizioni sul palco degli artisti, dai nomi più noti della scena musicale italiana e internazionale a interpreti più “di nicchia”, dai gruppi “storici” del jazz, blues, rock e progressive a giovani talenti emergenti.
Ne sono derivati tantissimi “ritratti” fotografici e “primi piani” di artisti nel corso delle loro esibizioni, che Saielli ha deciso di riportare in bianco e nero perchè “è una tecnica che dona alle foto un fascino e una magia senza tempo, e dal mio punto di vista trasmette concetti ed emozioni che magari il colore tende a disperdere e non è in grado di restituire”.

L’idea della mostra “Se ti tagliassero a pezzetti”, come spiega l’autore, è quella di “uscire un po’ dalla canonica e iconica immagine dei concerti, basata sulla consueta galleria di primi piani dei cantanti. Ho pensato quindi di sezionare e dividere ciascuna immagine in tre foto, tutte di formato 13×18, e inserirle in un’opera che però mantenesse un carattere unitario. Infatti questa tripartizione non è un semplice tagliare la foto in tre parti e metterle una accanto all’altra, ma è un processo di scomposizione e di successiva ricomposizione dell’immagine: i tre pezzi della foto, se si guarda con attenzione, non coincidono perfettamente come le tessere di un puzzle, ma presentano delle volute ripetizioni e sovrapposizioni”.
All’interno delle loro cornici nere, le tre foto sembrano in apparenza “tre pezzi” di una stessa immagine “tagliata”: in realtà la felice intuizione di Saielli ha lo scopo sia di farci notare i dettagli e le incongruenze di ogni singolo “pezzo”, sia di rendere in maniera originale il carattere unitario e dinamico del soggetto fotografato.

“È una sorta di gioco che va a stimolare la nostra vista e la nostra mente: anche a livello inconscio, il cervello tende a elaborare l’immagine e a ricomporla, e ciò provoca un movimento che rende la foto maggiormente impressa. Questo lavoro mi ha dato inoltre la possibilità di reinterpretare le mie numerose foto di concerti, perchè si è trattato di togliere tutto ciò che stava intorno per concentrare l’attenzione sul soggetto, esplorandolo e presentandolo agli osservatori in una veste inconsueta. E soprattutto, ho cercato di restituire in foto quell’idea di movimento che caratterizza tutti gli artisti sul palco di un concerto, perchè la musica è innanzitutto qualcosa di dinamico”.
Ma le sorprese non sono finite: nella mostra “Se ti tagliassero a pezzetti” non c’è solo l’aspetto artistico e fotografico, ma anche quello musicale. Osservando le opere esposte, si può compiere un affascinante viaggio tra artisti diversissimi per genere musicale, età, notorietà, ripercorrendo solo una minima parte dei tantissimi concerti seguiti e fotografati da Saielli negli ultimi vent’anni.

Max Pezzali, Skin, Baustelle, Ute Lemper, Franco Battiato, Giovanni Lindo Ferretti, Cristiano Godano: sono solo alcuni dei nomi più celebri immortalati e “scomposti” da Saielli nelle foto della mostra, insieme a tanti altri artisti forse meno noti al grande pubblico ma di indiscusso valore, che nel corso degli anni sono stati ospiti ai festival in zona o hanno tenuto concerti – in alcuni casi, uniche date italiane o eventi irripetibili – in teatri, arene, locali e club della Toscana.
“Il mio raggio d’azione? In massima parte l’area tra Firenze, Prato e Pistoia, con alcune incursioni fuori regione – spiega Saielli – ho partecipato più volte a festival e manifestazioni come il Pistoia Blues, Settembre Prato è Spettacolo o il Festival delle Colline, ma ho avuto anche occasione, soprattutto negli anni passati, di vedere e fotografare dal vivo artisti di nicchia o di caratura internazionale che hanno tenuto concerti in piccoli locali e sale da concerto.
Nomi più o meno noti che ho scelto di selezionare per questa mostra, che vuole rappresentare un po’ una sintesi della mia attività fotografica in ambito musicale: è quindi improntata alla varietà, e ho cercato di racchiudere in questa scelta artisti assai diversi. Di ciascuno di essi, però, ho tentato di tirare fuori e rappresentare la personalità: tagliare, sezionare e scomporre vuol dire anche cercare di entrare dentro la personalità e l’animo di ciascun soggetto”.

Ogni opera esposta ha una propria “storia”, e ogni visitatore può “perdersi” nella mostra tra la magia della fotografia e della musica, per ricomporre il soggetto, riconoscere l’artista o individuare quel concerto in cui, magari, anch’egli era presente come spettatore. L’esposizione “Se ti tagliassero a pezzetti” di Marco Saielli resterà visibile al pubblico, nei consueti orari di apertura del caffè pasticceria Bohero, fino al prossimo 10 febbraio.










