mercoledì, Settembre 9, 2026

“L’arte liberata” in mostra alle Scuderie del Quirinale

di Giacomo Martini

ROMA – Il patrimonio dell’Italia tra il 1937 e la fine della Seconda Guerra Mondiale rischiò di subire danni irreparabili.

Prima per mano dei gerarchi nazisti, a cominciare da Goering, che non ebbero nessuna opposizione da parte del fascismo, poi i bombardamenti indiscriminati degli alleati e le razzie delle truppe naziste.

Le Scuderie del Quirinale ricordano le donne e gli uomini protagonisti di tante operazioni di salvataggio e le espongono con grande intelligenza storica e didattica. La mostra si chiama “Arte liberata 1937-47: capolavori salvati dalla guerra”, e rimarrà a disposizione del pubblico fino al 10 aprile.

Un’immagine della mostra “Arte Liberata” alle Scuderie del Quirinale

L’evento è promosso ed organizzato dalle stesse scuderie in collaborazione con La Galleria Nazionale delle Marche, l’ICCD ( istituto centrale per il catalogo e la documentazione ) e Archivio Luce-Cinecittà. L’esposizione propone una selezione di più di cento capolavori salvati durante la seconda guerra mondiale oltre che un ampio panorama documentario storico e sonoro. La mostra si articola su tre linee narrative: Le Esportazioni Forzate, Gli Spostamenti e I Ricoveri e La Fine del Conflitto e le Restituzioni.

La mostra si apre con un immagine che ti mozza il fiato, il Discobolo Lancellotti, la migliore copia romana in marmo di età antonina del perduto originale greco in bronzo del mitico scultore Mirone ed alle spalle una foto di Adolf Hitler che aveva ottenuto la vendita forzata per farne dono al popolo tedesco.

Questa metodologia espositiva si ripete per tutto il percorso proponendo non solo opere d’arte straordinarie, ma il racconto della loro sottrazione, salvezza e recupero, un misto tra cronaca ed avventura, offrendo anche al pubblico i nomi ed i volti degli “eroi“ che permisero questo miracoli, “eroi“ del tutto sconosciuti al grande pubblico.

Tra i capolavori salvati ricordiamo “La Madonna di Senigallia“ di Piero della Francesca, la “Danae“ di Tiziano, gli spartiti autografici di Gioacchino Rossini, e ancora Lorenzo Lotto, El Greco, Guercino, Medardo Rosso, Luca Signorelli, Hans Holbein il Giovane, Giovanni Battista Piazzetta, e dietro di loro le storie di donne e di uomini al servizio dello stato e del nostro patrimonio, antieroi che nel dopoguerra riprenderanno il loro difficile e preziosissimo lavoro.

Tra tutti ricordiamo Pasquale Rotondi Sovrintendente alle Gallerie delle Marche, individuato come l’uomo giusto per operare nel centro d’Italia, tra le sue mani passano quasi 10.000 opere d’arte è lui il compito di trovare i nascondigli e l’invio in Vaticano.

E poi Emilio Lavagnino, Aldo De Rinaldis ed infine Palma Lucarelli che viaggia di notte su un camion per salvare le opere della Galleria Nazionale d’Arte, tra Roma e Caprarola.

La mostra vuole ricordarci che se oggi possiamo ammirare ancora queste opere d’arte lo dobbiamo a queste persone, al loro coraggio ed al loro amore per l’arte.

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