mercoledì, Settembre 9, 2026

Pistoia, venduta la Farmacia Cocchi: cento anni al servizio della comunità

di Beatrice Beneforti

PISTOIA – Un luogo vissuto da quasi cento anni dalla stessa famiglia: la Farmacia Cocchi di Capostrada è stata venduta, dopo tre generazioni, a un gruppo farmaceutico ma vedremo il dottor Cocchi al suo interno ancora per qualche anno.

Federico Cocchi, laureato in Farmacia nell’86, è cresciuto, insieme al fratello, dentro la farmacia che il nonno Luigi comprò nel lontano 1926: “Per mio fratello e per me la farmacia era casa, anche se poi lui ha intrapreso una strada diversa, per noi giocare significava andare ad aiutare il nonno con i pacchetti” ha detto a Report Federico Cocchi.

Famiglia Cocchi (foto Beatrice Beneforti)

La farmacia però non è sempre stata esattamente dove la troviamo oggi – all’incrocio di Capostrada – ma era un po’ più in alto, all’incrocio della via della Ferriera, solo dopo il 1854, una volta finita la via Bolognese fu spostata dove la vediamo noi.

Acquistata da Luigi Cocchi, la farmacia non ha mai interrotto la sua attività, nemmeno durante la guerra: “Il nonno e la nonna a un certo punto erano sfollati a Sarripoli ma quando non c’erano gli allarmi, erano entrambi sempre in farmacia quindi si può dire che non si sono mai fermati. Fortunatamente per loro, quella zona non fu oggetto di bombardamenti, fatta eccezione per la volta in cui misero della dinamite sotto la gora in piazza, per annientare l’incrocio ma a esplodere fu solo la volta. Ci sono ancora i resti distorti delle inferriate” ha continuato Cocchi.

Tra Luigi e Federico di mezzo c’era Rodolfo, figlio del primo e padre dell’attuale dottore Cocchi, che, laureato anche lui in Farmacia nel 1956, riprese la farmacia dal padre nel 1960.

Una tradizione di famiglia che ha visto l’evolvere della medicina, della cura di quella zona della nostra città.

“La farmacia familiare è un modello classico italiano. Adesso l’abbiamo venduta a terzi perché mia figlia è un chirurgo che opera in Svizzera e non può dedicarsi alla nostra attività ma ai clienti non cambierà niente, io resto qui ancora per qualche anno. Li conosco tutti, i miei affezionatissimi clienti, e non potrei mai lasciarli”.

Il futuro del mondo delle farmacie così come lo conosciamo noi, che ci ha permesso di entrare in un negozio anche per sentirci protetti e conosciuti, forse cambierà. Le farmacie familiari, ci dice Cocchi, avranno vita breve ma non c’è da spaventarsi: “Come tutti i cambiamenti può fare paura ma torneremo come eravamo cento anni fa, prima della legge del 1934, che regolamentava gli esercizi farmaceutici in base anche alla popolazione di una certa zona della città. In realtà siamo rimasti solo noi ad adottare ancora questo meccanismo familiare perché in Inghilterra e in America ci sono solamente farmacie gestite da grandi gruppi che centralizzano tutto”.

Infatti, anche sul territorio italiano, dal 2018 sono approdate le farmacie Boots, nate in Inghilterra nel 1849 e diventate una vera e propria istituzione nel campo farmaceutico in Europa e in Asia.

“Le catene farmaceutiche sono nate agli inizi del secolo scorso – rassicura Cocchi – e funzionano. Come ho già detto ci sono anche degli svantaggi, primo fra tutti, la spersonalizzazione della clientela. Ma non riguarda la nostra attività”.

L’istituzione che diventa casa: il dottor Cocchi ha vissuto e vive il grande mondo dell’industria farmaceutica dal basso, dal particolare, impegnatosi a mantenere saldo e sicuro questo grande macchinario che riguarda la salute di tutti noi. Appassionato e ancora molto impegnato, ha imparato a conoscere le persone attraverso i loro bisogni, mantenendo alto il rigore del rispetto.

Gli abbiamo anche chiesto quale sia il farmaco più venduto da quando ha preso in mano le redini della farmacia: “Le benzodiazepine. Nate negli anni sessanta e poi esplose sul mercato intorno agli anni ’75. Prima c’era solo il Litio, la gente si vergognava a prenderlo in farmacia, c’è stato un vero e proprio sviluppo sia scientifico che sociale. Adesso quella categoria di farmaci, con le dovute differenze, è la più venduta, anche tra i più giovani. L’età media si è abbassata”.

Tuttavia, nei suoi anni di attività non ha visto eclatanti ipocondrie o grossi cambiamenti nel comportamento dei clienti tutti rispetto alla propria cura di sé: “Solo con la pandemia, purtroppo, si sono scatenate nuove manie, nuove paure, talvolta infondate ma è nella natura dell’uomo e i farmacisti sono qui ad accogliere i clienti, con tutte le loro paure” ha spiegato Cocchi.

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