mercoledì, Settembre 9, 2026

Bonaccini a Santomato: ecco il partito che vorrei

di Marzio Dolfi

PISTOIA – Appena sceso dal van che lo ha portato a Pistoia da un incontro appena avuto a Massa, Bonaccini accenna alla sconfitta della sinistra.

Bonaccini a Santomato (Foto Image/Reportpistoia)

“Perdiamo anche perchè ci si divide. Se diventerò segretario ce ne occuperemo. D’altra parte se il Pd e la sinistra governano più di 2/3 dei comuni italiani vuol dire che riusciamo a vincere anche quando si perde nelle politiche nazionali. L’unica cosa che bisogna fare è mettere da parte i destini personale e mettere in campo le migliori candidature possibili. Se perdi perchè sei diviso, piuttosto che per la forza degli avversari, è sempre un errore che poi paghi”.

Nella sala del Circolo di Santomato è accolto dai suoi militanti. Fra loro ci sono molti amministratori, alcuni sindaci, il Presidente della Regione Eugenio Giani, la segretaria regionale del Pd Simona Bonafede e Valentina Mercanti, candidata a raccogliere il suo testimone. E c’è Federica Fratoni, che fa la regia della serata.

La platea a Santomato per ascoltare Bonaccini (Foto Image/Reportpistoia)

“Questo non è un normale Circolo Pd – dice accogliendo il candidato alla guida del Pd – è un fan club di Bonaccini: ci sono stati qui, su 26 votanti, 25 voti per lui e 1 per la Schlein, perchè ha sbagliato a votare”.

Poi sono chiamati sul palco due giovani e una nuova iscritta, Leonardo, Giusi e Guido. Dopo di loro interviengono brevemente Eugenio Giani e la candidata alla guida regionale del partito Valentina Mercanti.

Foto Image/Reportpistoia

Il microfono va poi a Bonaccini che parte dai dati nazionali che lo danno saldamente in testa nel confronto che Elly Schlein, “Non c’è mai una vittoria scontata. Le vittorie – dice – vanno conquistate nel momento in cui si contano le schede. Certo fa piacere avere un risultato fra il 55-56%. Fa piacere a me e a voi che siete qui. Non dice però ancora nulla. Si decide tutto il 26 di febbraio, quando si riparte da capo”.

Passa poi a tracciare l’immagine del partito che vorrebbe, partendo da un articolo letto ieri, che dice che i migliori stanno con Elly Schlein. “Certo che se tutti i migliori – dice – sono quelli che ci hanno portato all’ennesima sconfitta, mi viene da dire che se gli iscritti scelgono me ci sarà una ragione. E se divento segretario cambiamo davvero il gruppo dirigente”.

Foto Image/Reportpistoia

Niente rottamazione però, “una parola che non ho usato mai, neanche quando sostenni la candidatura di Matteo Renzi: parola sbagliata perchè le persone non si rottamano.E poi non possiamo permetterrci di allontanare le persone. Non ne abbiamo già allontanati troppe”.

“Serve un nuovo gruppo dirigente – aggiunge – che possiamo pescare non sulla Luna o su Marte, ce lo abbiamo già. Abbiamo già un sacco di sindaci e di sindache, amministratori locali che hanno dimostrato di saper vincere anche quando si perdeva a livello nazionale.

Foto Image/Reportpistoia

Mi hanno detto ‘vuoi fare il partito dei sindaci’. Ma no, sarebbe riduttivo e persino sbagliato. Ma fra il non fare il partito dei sindaci e non chiedere mai a nessuno di loro di far parte del gruppo dirigente nazionale ce ne passa… Sono stati tenuti in panchina quasi che dessero fastidio a qualcuno. Magari per togliergli un posto”.

Il candidato Bonaccini parla poi una “scuola di partito” da far rinascere, delle partite Iva (e di milioni di giovani) “regalati alla destra”, del valore sociale delle imprese (“senza impresa non c’è lavoro”), di sanità, di scuola, di diritti civili.

Bonaccini sul palco di Santomato (foto Image/Reportpistoia)

E, dopo aver contestato la decrescita felice, conclude sottolineando che vuole “una sinistra riformista che abbia pragmatismo e cultura di governo e chi amministra sappia che è più importante fare piuttosto che dire”.

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