mercoledì, Settembre 9, 2026

Un’opera dell’artista pistoiese Filippo Biagioli esposta a Cosio D’Arroscia

PISTOIA – Cosio d’Arroscia è un piccolo paese in provincia di Imperia dove nel 1957 è nata l’Internazionale Situazionista, l’ultima, grande Avanguardia artistica del Novecento.

Del paese era originario uno degli iniziatori del movimento, Piero Simondo.

L’internazionale è una compagine nella quale convergono per motivi diversi gruppi culturali come il Movimento per un Bauhaus Immaginista, frange del gruppo Co.Br.A (Acronimo generato dal nome delle città di provenienza dei fondatori, Copenaghen, Brussels, Amsterdam), il Comitato psico-geografico di Londra, l’Internazionale Lettrista.

L’opera di Filippo Biagioli esposta a Cosio di Arroscia

Tra gli artisti Asger Jorn, Pinot Gallizio, il belga Raoul Vaneigem, l’architetto olandese Constant Nieuwenhuys. Volontà di queste eterogenee componenti era di dirigere le loro azioni e il loro pensiero verso il non guardare più all’Arte nel senso stretto del termine ma come a un coinvolgimento sociale e politico.

Il paese decise di mantenere viva quell’esperienza organizzando varie attività al suo interno. Fra queste il “Museo delle Erbe” e quello dei “Cartelami”, un museo a cielo aperto: insomma nonostante le sue piccole dimensioni Cosio d’Arroscia ha continuato negli anni a organizzare iniziative di grande respiro artistico. Nei locali dove si riunisce il Consiglio Comunale era già esposta un’opera dell’artista pistoiese Filippo Biagioli.

All’interno del Comune è stato poi creato uno spazio per ospitare mostre di un certo rilievo.

La nuova mostra che è stata inaugurata lo scorso 12 febbraio e che rimarrà aperta fino al 30 di aprile ospiterà dieci opere che comprendono un lungo periodo storico, da quelle risalenti al 1948 del gruppo Co.Br.A. fino a quelle del tribalismo. Le opere esposte sono di Alechinsky, Appel, Corneille, Jorn, Mondino e Crippa mentre per il tribalismo moderno c’è appunto una nuova opera di Biagioli e per quello extra europeo ci sono opere dell’arte Inuit, oceanica, nepalese e africana.

L’esposizione delle opere tribali insieme a quelle dei movimenti come quelle del gruppo Co.Br.A, non nasce dal caso, ma da affinità ricorrenti come quella dell’uso delle tecniche e dei colori.

Il quadro esposto da Biagioli è di due metri per tre e rappresenta il suo modo di esprimere un dissenso nei confronti della sezione aurea utilizzando l’arte “brutale”.

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