PISTOIA – Giovedì 23 Febbraio alle ore 18.00, presso Lo Spazio Pistoia, via Curtatone e Montanara 20/22, una doppia presentazione dal titolo Nell’archivio di Bolognini.
Stefano Socci e Roberto Cadonici presentano il libro di Andrea Pergolari “Le belle costruzioni hanno fatto il loro tempo. Il cinema di Bolognini” (Rubbettino, 2023, p. 240, euro 22,00) e il libro di Davide Lajolo “I motivi della vita” (Compagnia dei Santi Bevitori, 2022 p. 122, euro 12,00).
Sarà presente Andrea Pergolari.
Andrea Pergolari, Le belle costruzioni hanno fatto il loro tempo. Il cinema di Mauro Bolognini
Regista prolifico e facilmente riconoscibile dal punto di vista stilistico, quindi altrettanto facilmente etichettabile e immediatamente etichettato (e travisato), Mauro Bolognini è stato invece una personalità contraddittoria, moderna a dispetto delle apparenze.
È il regista dello scorrere del tempo, delle età di crisi, ma soprattutto una figura centrale per la nostra cinematografia, e non solo: come molti altri artisti del XX secolo dimostra una particolare vocazione multimediale ed è uno dei grandi tramiti della nostra cultura, uno di quei necessari collanti tra pratiche alte e basse, capace di mettere in comunicazione mondi diversi (Moravia, Pasolini, Pratolini, Brancati, Totò, Steno, Tognazzi, tra gli altri) e differenti forme di espressione.
Fu un ribelle a suo modo, un toscano che sorrideva e che non aveva mai perso il gusto del gioco, nemmeno dopo essere diventato una personalità di spicco del cinema italiano. La divorante vitalità professionale dell’artista è ricostruita in questo libro attraverso il filo rosso del suo rapporto con gli intellettuali del tempo, fonte inesauribile di ispirazione e confronto, per un percorso tra i più originali e anticonformisti del cinema italiano.
Davide Lajolo, I motivi della vita
Roma, 19 novembre 1966. Dino de Laurentis e Mauro Bolognini cercano di convincere Lajolo, reduce dal successo de Il «vizio assurdo». Storia di Cesare Pavese, a scrivere la traccia di un film con Silvana Mangano come protagonista. Una sola indicazione vincolante accompagna la richiesta: deve trattarsi della storia di un “Pavese donna”, per questo si sono rivolti a lui.
Pur tra mille incertezze e ragionevoli dubbi Lajolo accetta la sfida e scrive almeno due versioni di un trattamento cinematografico: I motivi della vita.
Il film alla fine non si farà, ma i protagonisti conservano quel dattiloscritto inedito che, dopo più di mezzo secolo, si scuote la polvere di dosso e va in cerca di lettori curiosi. Sarà gradito a tutti gli estimatori di Pavese e a quanti sappiano gioire per il ritrovamento di storie intriganti seppellite negli archivi.









