mercoledì, Settembre 9, 2026

“Disco Boy” di Abbruzzese unico film italiano in concorso a Berlino

di Giacomo Martini

BERLINO – Aleksei, bielorusso in fuga, attraversa il confine clandestinamente con il pretesto di una partita di calcio e giunge a Parigi dove si arruola nella Legione Straniera. Un corpo militare che accoglie chiunque senza indagare sul suo passato e che garantisce un passaporto francese e una nuova identità. La Legione ti rende francese “non per il sangue ricevuto ma per quello versato”.

Nel Delta del Niger, Jomo si batte contro le compagnie petrolifere che hanno devastato il territorio, mentre la sorella Udoka desidera solo cambiare radicalmente vita. I due fratelli sono uniti da una singolare caratteristica, hanno occhi diversi l’uno dall’altro, occhi penetranti e inquietanti che lasciano il segno. Un segno che Aleksei riconoscerà come proprio incontrando Jomo nel buio di una foresta e Udoka nel buio di una discoteca.

Una scena del film “Disco Boy” di Abbruzzese in concorso alla Berlinale

Questa la trama di Disco Boy di Giacomo Abbruzzese, unico italiano in concorso alla 73ma Berlinale.

Nato a Taranto nel 1983, Abbruzzese si è diplomato in Francia a Le Fresnoy. Con i suoi cortometraggi ha ottenuto nomination e premi in vari festival internazionali. E’ stato artista residente alla Cinéfondation di Cannes. Nel 2022 ha ricevuto una nomination ai César per il suo documentario America.

“Era da tempo – spiega il regista, che ha tra i suoi punti di riferimento Apocalypse Now, Scorsese, Fassbinder, Pasolini, Kubrick e Godard – che volevo realizzare un film di guerra atipico, un film in cui l’altro esistesse veramente e non fosse semplicemente un nemico o una vittima”.

Abbruzzese parla di come è nata l’idea. “Viene da una conversazione che ebbi con un ballerino in una discoteca: mi disse che prima era stato un soldato. La cosa mi colpì molto anche per via dei punti di contatto inattesi tra queste due realtà: la grande disciplina, una sorta di piacere per lo sforzo estremo, il bisogno di arrivare a fine giornata completamente esausti. Aleksei, il protagonista, nasce da questa idea: un soldato che diventa ballerino, compiendo quello che era il sogno del suo nemico”.

Un film in qualche modo apolide, che conta su una coproduzione tra Francia, Italia, Belgio, Polonia e che parla di Legione Straniera.

Fondamentali le musiche di Vitalic: “Sognavo sin dagli inizi di coinvolgere Pascal Arbez-Nicolas, alias Vitalic: la sua musica era esattamente quello che cercavo per il film, qualcosa di abissale, a volte soffocante, a volte lirica, quasi malinconica. I pezzi che ha composto erano perfetti, è riuscito ad arrivare al cuore dell’atmosfera che cercavo”.

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