di Beatrice Beneforti
PRATO – Al Garibaldi di Prato, martedì Roberto Mercadini ha parlato anche dei nostri Michelangelo e Dante, di strade contorte e di sogni che vengono messi in discussione.
Così, in un’ora di spettacolo, ha fatto divertire e forse sperare qualche astante.
Più uno show adatto forse ai giovani adolescenti che agli adulti, ha comunque fatto sold out. Un monologo che seguiva la metafora della forma dell’albero: l’introduzione era il tronco del discorso e le storie di grandi uomini che ce l’hanno fatta, sarebbero stati i rami.
Lanciato sul futuro ha parlato anche di sé, della sua laurea in ingegneria, portando in scena lui stesso, l’esempio di come gli eventi ti allontanare e riavvicinare alla tua natura.
Mercadini alla fine del live ha preso il marsupio e si è mischiato tra il suo pubblico – su YouTube ha 155mila followers – che lo ha ascoltato e incontrato con attenzione e coinvolgimento.
Un riassunto veloce di fatti storici più o meno sconosciuti che, per chi li ha vissuti, hanno rappresentato drammi biografici ma che hanno regalato all’umanità cultura e bellezza.
Il messaggio di non disperare se non si trova la propria strada è stato canalizzato dall’introduzione dove Mercadini indicava al suo pubblico la differenza tra contentezza e felicità, tra fermezza e dinamismo, dichiarando di preferire la seconda alla prima.
Innamorato della storia dell’arte, voleva visitare il Duomo di Prato per vedere gli affreschi di Lippi: “Di martedì sono chiusi, tocca invitarmi un’altra volta”.









