PISTOIA – “Camminare ogni giorno per le strade della mia città è un colpo al cuore. Avverto stupore, rabbia, disorientamento”. Lo dice Enrica Agostini, Presidente interprovinciale Fida, a proposito della crisi del commercio che, come evidenzia l’ultimo report rilasciato da Confcommercio, ha determinato una progressiva desertificazione delle attività al dettaglio a Pistoia e Prato.
“Fa male – prosegue – vedere tanti negozi chiusi, molti dei quali ancora con la scritta affittasi/vendesi che ormai va sbiadendo. Una dinamica che la pandemia ha accentuato in modo esponenziale. Ma non mi viene mai in mente la parola rassegnazione, perché un imprenditore non può contemplarla nel proprio vocabolario. I numeri che abbiamo letto in questi giorni però sono inesorabili”.
Per Agostini si tratta di “Una situazione di complicità generale. Pubblico e privato hanno contribuito a questa situazione, insieme ad una società che è mutata così in fretta da non consentire un passaggio graduale tra i vecchi e i nuovi modelli economici. Come ripartire, dunque? Il progresso non può fermarsi, è inevitabile e anche improponibile, ma possiamo e dobbiamo ripensare che in tutto questo la persona ci deve essere, deve riprendersi un ruolo, deve far parte di un sistema economico futuro. Sicuramente con una professionalità rinnovata che possa trasferire esperienze dal passato, acquisire e fare tesoro di tutte quelle tecnologie di cui oggi disponiamo”.
Accanto a questo, conclude Agostini, “Occorrono certezze, occorre che un imprenditore possa mettersi in gioco con le proprie capacità, le proprie energie, la propria professionalità, correndo solo quel rischio che è proprio dell’impresa e che tutto questo non possa essere vanificato in un attimo da cause legate a fattori di speculazione, come accaduto con l’impatto degli aumenti energetici, che ha messo a rischio tantissime imprese. Spetta alle amministrazioni, ai governi, ai grandi dell’economia, il compito di salvaguardare le aziende creando quei giusti equilibri che diano certezze sul futuro, aprendo spazi in cui chi ha capacità, idee, ambizioni, possa esprimersi e rimettere in moto una macchina che oggi singhiozza disperatamente”.







