mercoledì, Settembre 9, 2026

“Reaching for the stars”: le “stelle” dell’arte di oggi in mostra a Palazzo Strozzi

FIRENZE – È “sbarcata” una grande esposizione a Palazzo Strozzi, come ci mostra (nel cortile) il grande “razzo”, alto ben quindici metri, realizzato dall’artista Goshka Macuga per celebrare i trent’anni della Collezione Sandretto Re Rebaudengo con oltre 70 opere di importanti artisti contemporanei italiani e internazionali, che potremo vedere fino al 18 giugno 2023.

“Reaching for the Stars. Da Maurizio Cattelan a Lynette Yiadom-Boakye” è il titolo della mostra.

L’elenco degli artisti – “delle stelle dell’arte di oggi” – sarebbe lungo per cui ne nominerò solo alcuni (gli altri mi perdoneranno): Cindy Sherman, Damien Hirst, Lara Favaretto, William Kentridge, Berlinde De Bruyckere, Sarah Lucas.

Ecco che quel “razzo”, o meglio una speciale nuova installazione per il cortile rinascimentale, ha portato nelle sale del Palazzo Strozzi, dal Piano Nobile alla Strozzina, le principali ricerche artistiche degli ultimi decenni attraverso una “costellazione” di opere, appunto: “Reaching for the Stars” e invita tutti noi ad esplorarla.

L’installazione del razzo “GONOGO” nel cortile di Palazzo Strozzi (fotografie di Andrea Dami)

La mostra è stata curata da Arturo Galansino, Direttore Generale della Fondazione Palazzo Strozzi, e, come ho accennato, si pone come celebrazione dei trent’anni della Collezione Sandretto Re Rebaudengo, una delle più famose e prestigiose raccolte d’arte contemporanea a livello internazionale, restituendone in modo aperto la varietà, l’evoluzione e il suo essere costantemente in progress.

Questo progetto nasce con la volontà di creare una piattaforma di sperimentazione e partecipazione in cui si uniscono l’esposizione di opere della collezione con nuove produzioni create per la mostra, oltre a un ampio programma di attività e progetti con gli artisti protagonisti di talk e workshop e a numerose attività per coinvolgere noi visitatori.

Tra pittura, scultura, installazione, fotografia, video e performance, la mostra “Reaching for the Stars”, oltre ad esaltare il dialogo tra Palazzo Strozzi e l’arte contemporanea, ci propone un percorso alla scoperta delle grandi “stelle” dell’arte globale degli ultimi decenni, è un viaggio attraverso le opere di artisti che hanno segnato l’evoluzione delle pratiche artistiche tra la fine del XX e l’inizio del XXI secolo, in un percorso che affronta tematiche diverse come la sperimentazione dei linguaggi artistici, la figurazione e astrazione, l’identità e il corpo dal punto di vista sociale e politico, il ruolo e l’immagine della donna nella società di oggi, la riflessione sulla storia contemporanea tra collettività e individualità, attraverso riferimenti a eventi storici come l’11 settembre 2001 o alle lotte per i diritti civili.

L’installazione Lullaby

Cito, come esempio, alcune opere fondamentali come: Cesena 47-A.C. Forniture Sud 12 (2° tempo) di Maurizio Cattelan che affronta la questione razziale e il tema dell’immigrazione clandestina e non, oppure il sacco Lullaby che contiene frammenti di macerie dell’attentato avvenuto nel 1993, quando Cosa Nostra fece esplodere un’autobomba all’esterno del Padiglione d’Arte Contemporanea di Milano. Rimasero uccise cinque persone.

Invece la stampa fotografica Faceless from Women of Allah Series di Shirin Neshat ci mostra una figura femminile, inserita in un ambiente astratto, chiusa nel velo, che tiene un’arma puntata verso di noi per difendere la propria convinzione religiosa o contro l’oppressione delle donne?

Mangroves Dip di Michael Armitage

Mentre per le identità culturali cito: Mangroves Dip di Michael Armitage che “parla” di un turismo sessuale nel suo paese, che ovviamente ha inciso profondamente sulla cultura dei suoi abitanti. È per questo che ha usato come supporto per i dipinti un materiale ottenuto dalla corteccia di un albero che un tempo era usato nelle cerimonie ugandesi inerenti alle sepolture. Proprio all’identità e alla denuncia degli stereotipi allude Commerce Exterieur Mondial Sentimental di Andra Ursuta con cui critica le discriminazioni subite dalla popolazione Rom nel “commercio estero mondiale sentimentale”.

Commerce Exterieur Mondial Sentimental di Andra Ursuta

Anche la manipolazione o la trasformazione dei materiali hanno un significato simbolico come l’orso polare Hove you seen me before? di Paola Pivi, che non è un peluche, ma ha la pelliccia di piume di pulcini. Un ibrido. Un grosso mammifero selvatico e un minuscolo pulcino. “Realismo magico” che vuole stimolare attraverso nuove emozioni la percezione della realtà e far riflettere sul non facile rapporto tra la natura e l’uomo.

Invece è il poderoso bronzo di Nixe di Thomas Schütte che vuol ricordare, con la sua deformazione, oltre alle tecniche anche le tematiche del passato per congiungerle al presente.

Invece la scultura Unfired Clay Torso di Mark Manders traduce in una visione concettuale la statuaria classica giocando su apparenze, perché l’opera non è plasmata con argilla cruda ma è realizzata in bronzo e l’erosione “creata” dall’autore vuol contribuire al contrasto.

Contrasto tra materiali è anche nel Self-Portrait di Pawel Althamer, che ha usato nella realizzazione della scultura del grasso e della cera, per non idealizzare il corpo, ma anzi l’autore lo invecchia lasciandolo in totale balìa dell’osservatore. Una visione nuova di temi come l’alienazione, la solitudine, la fragilità umana.

Non poteva mancare la musica anche in alcuni quadri ad olio come in Untitled di Albert Oehlen che vede il free jazz come metafora della propria pittura e neppure nelle videoinstallazioni come in The End – Rocky Mountains di Ragnar Kjartansson che ha suddiviso il concerto in cinque grandi scene con solo due protagonisti: lui, Kjartansson e Davið pòr Jònsson (autori dei brani ed esecutori) che suonano in alta montagna tra la neve sul “confine tra arte e vita”.

Nixe di Thomas Schütte

Quindi possiamo affermare che questo «”Reaching for the Stars” è un viaggio in quarant’anni di scoperte e ricerca nell’arte contemporanea – come ha detto Arturo Galansino – per cui ospitare a Firenze una collezione come questa significa celebrare i valori del mecenatismo e della committenza nella città dove il grande collezionismo è nato. La collaborazione tra Palazzo Strozzi e la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo va oltre la mera esposizione di opere, ma è una sinergia di valori, una piattaforma condivisa in cui stimolare accessibilità, partecipazione e sperimentazione».

Ha aggiunto Patrizia Sandretto Re Rebaudengo, Presidente della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo: «È un’occasione per ripercorrere i tragitti dell’arte contemporanea degli ultimi decenni, creando un dialogo vivo con l’antico e con il pubblico in visita. Questa mostra, che inizia dallo splendido cortile aperto alla città, rispecchia il valore della condivisione che da sempre impronta la mia collezione e trova piena sintonia con la linea della Fondazione Palazzo Strozzi a favore della partecipazione e dell’accessibilità della cultura».

Unfired Clay Torso di Mark Manders

A questo proposito c’è anche un “Fuorimostra”, un piccolo catalago-guida che ci indica possibili visite dalle biblioteche di Firenze e della città metropolitana alle collezioni private e musei (secondo il calendario programmato) con l’obiettivo di valorizzare l’incontro con l’arte e il territorio. Cito ad esempio Pistoia Musei e la Collezione Gori nella fattoria di Celle.

L’avveniristico “razzo” GONOGO – nel cortile rinascimentale del palazzo – è pronto sulla rampa di lancio blu fluorescente a volare verso le nuove “stelle dell’arte”!

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