mercoledì, Settembre 9, 2026

Nuova Rsa a Vicofaro? No, grazie!

PISTOIA – Il Consiglio comunale sta discutendo l’adozione della variante al Regolamento urbanistico e al Piano strutturale e della variante al Piano di classificazione acustica per realizzare due residenze sanitarie assistenziali (Rsa) per 160 posti complessivi a Vicofaro.
È necessario svolgere alcune considerazioni al riguardo, poiché stiamo parlando di un progetto di un soggetto privato che avrebbe ripercussioni di grande portata, sia sul piano sociosanitario, sia di natura urbanistica e ambientale. Le questioni aperte e i dubbi da sciogliere sono di portata tale da suggerire quantomeno un supplemento di riflessione, fermo restando che le criticità, numerose e molto rilevanti, sono dal nostro punto di vista insuperabili.
Vediamo, intanto, di che cosa stiamo parlando. L’intervento interessa un’area di oltre tre ettari (31.768 mq). Di questi, circa 5.100 mq saranno di parcheggio pubblico, oltre 7.400 di verde pubblico, 12.800 mq è la superficie delle Rsa, circa 3.000 mq saranno destinati a parcheggio per i parenti degli anziani, e altri 7.400 mq di verde interno. Il resto sarà interessato dalla viabilità.
Il progetto prevede la realizzazione di una «cittadella della fragilità» ovvero un complesso di due edifici collegati tra loro e adibiti a Rsa per una capienza totale di 160 posti letto. Non una sa ma due, così da aggirare la previsione normativa regionale – di questo si tratta, e già questo è un aspetto critico –, che prevede che la capacità ricettiva massima di ogni singola Rsa possa essere di non più di 80 posti letto.
Partiamo dalle problematiche di carattere urbanistico e ambientale, andando per punti.
1) Si procede alla variazione di strumenti urbanistici scaduti. Tutto questo, mentre è in discussione, per un’approvazione prossima, il nuovo Piano Operativo Comunale (POC). In assenza di quest’ultimo strumento, non esistono previsioni pianificatorie. Non solo: ogni intervento, in ambito urbanistico, ha ripercussioni generali che debbono essere qualificate e quantificate solo ed esclusivamente entro un quadro d’insieme. Oggi, con gli strumenti di pianificazione scaduti, questo quadro d’insieme non c’è. Considerando che il POC sarà pronto – così immaginiamo – nel volgere di qualche mese, quali sono le ragioni di questa fretta nell’adozione della variante?
2) Strettamente connesso al punto precedente: poiché non sussistono previsioni urbanistiche sull’area oggetto di variante, questo intervento si delinea come puro consumo di suolo. Andremo a cementificare, con tutto ciò che questo comporta, un’area libera.
Anche ASL Toscana Centro, nel proprio parere tecnico, sottolinea i «potenziali effetti ambientali significativi indotti dalla variante in termini di consumo di suolo, emissioni atmosferiche da traffico veicolare, consumo di risorse e produzione di rifiuti/reflui».
Perché, dunque, si procede ad adottare ed approvare questa variante, dando di fatto il via libera alla realizzazione di quest’opera?
È difficile rispondere a questa domanda. Nonostante la Giunta comunale, con delibera n. 278 del 17 novembre 2021, abbia stabilito la sussistenza dell’utilità pubblica dell’intervento proposto, sono numerosi i pareri acquisiti da soggetti esterni che pongono in evidenza alcuni aspetti critici o mettono in discussione alla radice l’utilità stessa della realizzazione di nuove Rsa sul nostro territorio.
In un passaggio, nella delibera di Giunta, si sostiene che «la variante necessaria per la realizzazione della Residenza sanitaria assistenziale […] è da ritenersi d’interesse pubblico sia per il servizio sociale che si intende realizzare, del quale si riconosce necessità ed urgenza anche da parte della Società della Salute, sia per le utili modifiche alla rete della mobilità e delle infrastrutture verdi, a servizio di un insediamento (quello tra Via Nazario Sauro, Viale Adua e Via dello Spartitoio) che è totalmente privo di spazi aperti attrezzati».
Evidentemente, però, sindaco, assessori, o chi per loro, non hanno letto con la dovuta attenzione il parere espresso dalla Società della Salute (SdS), a firma del direttore Daniele Mannelli, in data 6 maggio 2021. In premessa si ricorda, infatti, che «gli enti programmatori nazionali ed europei ribadiscono […] il forte impulso verso l’assistenza domiciliare», in particolare attraverso l’allocazione delle risorse derivanti dal PNRR per la sanità.
Più nello specifico, rispetto alla richiesta pervenuta da tre Comuni di realizzare nell’area pistoiese tre nuove Rsa – 160 posti letto a Pistoia, 160 a Quarrata, 120 a Serravalle Pistoiese – la SdS prospetta quattro possibili scenari, dei quali solo il primo prevede il mantenimento dell’attuale dotazione di posti letto, ricordando peraltro che è comunque incrementale rispetto al quadro del 2019, poiché c’è stato un incremento di 20 posti letto a San Marcello ed è in via di realizzazione una Rsa a Masotti da ulteriori 60 posti letto. In questo primo scenario, il tasso per mille di anziani in struttura a ricovero permanente nella zona distretto pistoiese è al di sotto della media regionale, ed è espressione di una posizione «sostenuta dagli orientamenti esplicitati in premessa [andare sempre più verso il modello dell’assistenza domiciliare] ed è condivisa dalla direzione della SdS pistoiese».
Incredibile come questo parere sia stato utilizzato dalla Giunta sostanzialmente per affermare l’opposto.
Gli altri tre scenari prevedono valori incrementali di posti letto, fino al quarto che prevede la realizzazione di tutte e tre le strutture di cui sopra, evidenziando che all’incremento deiposti letto dovrebbe corrispondere parallelamente l’aumento delle quote sanitarie e delle quote sociali versate dai comuni che, per Pistoia, si tradurrebbe in molte centinaia di migliaia di euro in più da reperire a bilancio.
In commissione, l’assessora e vicesindaca Celesti – che è anche presidente della SdS – ha detto esplicitamente che questo aumento non ci sarà e che non si procederà all’accreditamento dei nuovi posti letto. Verosimilmente, il mancato aumento delle quote e la probabile distribuzione degli accreditamenti su un numero accresciuto di posti letto genererà uno spostamento delle quote di degenza da una struttura all’altra, creando potenzialmente problemi sul piano occupazionale laddove ci sono strutture già a regime.
Ma perché, allora, si acconsente alla realizzazione di questa nuova struttura e al conseguente aumento del numero dei posti letto se non si intende in alcun modo aumentare l’investimento in quote sanitarie e quote sociali? È presto detto: il fabbisogno è nulllo e le liste di attesa sul nostro territorio sono a zero! Questo – incredibile ma vero – è quanto ha affermato l’assessora in commissione. Aggiungendo, inoltre, che si tratta di lasciare gli spazi necessari al libero mercato.
Non solo: il Comune di Pistoia, un Comune capoluogo con quasi 100 mila abitanti, capoluogo di Provincia e capofila all’interno della SdS, sta nella sostanza rinunciando a farsi promotore di un coordinamento su base territoriale che stabilisca – al contrario di quanto affermato dall’assessora, a prescindere dal libero mercato, basandosi esclusivamente sull’interesse pubblico – se c’è bisogno di nuovi posti letto in RSA e, se sì, di quanti, valutando bene se strutture di questa dimensione corrispondano effettivamente ad un modello virtuoso. Non ponendosi in un’ottica di concorrenzialità con gli altri comuni, ma offrendo risposte laddove c’è effettivamente una domanda, in termini di servizi.
La sensazione è che l’Amministrazione si limiti ad assecondare le richieste degli investitori privati, quali che siano, senza un disegno generale che corrisponda ad un’idea di città, e interpretando la funzione pianificatoria più come la giustapposizione di una sommatoria di interessi privati, che come una “leva” efficace per il perseguimento degli interessi generali.
Noi crediamo che dovremmo affidarci alle parole, di banale buon senso, espresse dal direttore della SdS e seguire gli indirizzi strategici per l’utilizzo dei fondi del PNRR per la sesta misura, “Salute”: sempre più assistenza domiciliare, sempre meno residenza a tempo indeterminato. Anche a Pistoia siamo nel 2023 e i nostri amministratori debbono rendersene conto. Siamo convinti che sia sbagliato realizzare una struttura così impattante e consumare nuovo suolo, per rispondere ad un bisogno che, a conti fatti, non c’è.
Per queste ragioni, chiediamo ai consiglieri comunali, tutti quanti, di maggioranza e di minoranza, di esercitare in libertà il proprio mandato e di far valere le ragioni di una buona amministrazione, votando contrari all’adozione della variante urbanistica.

Lista civica Il Sole per tutt*

Related Articles

Rispondi

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome

ULTIMI ARTICOLI