mercoledì, Settembre 9, 2026

Arte, uomo e natura allo Spazio Zero

PISTOIA – Un’installazione particolare composta da tre tipi di piante, bambù, piccoli cipressi che a forma di spirale racchiudono una cupola che rappresenta i popoli che si muovono, e timo.

Gli alberelli puntano verso l’alto, verso un albero appeso al rovescio con le radici verso il cielo, ad indicare l’aspetto spirituale della vita stessa. Descrive così il particolare allestimento dello “Spazio Zero” Luigi Petracchi, introducendo la serata da lui ideata.

L’installazione artistica presentata allo Spazio Zero (fotografie di Stefano Di Cecio)

Le piante di timo, dice, non rappresentano solo un aspetto nutritivo ma un balsamo, un vero e proprio simbolo curativo per farci riflettere e ricordarci che la natura da sempre si prende cura dell’essere umano.

Nell’ambito dell’esposizione “Hypokrisie” di Luigi Petracchi e Gustavo Maestre, ne hanno parlato in un dibattito svoltosi il 21 marzo scorso, Andrea Massaini dell’Azienda Vannucci Piante, il Professor Francesco Ferrini scrittore e docente all’Università di Firenze, Luca Magazzini Presidente dell’Associazione Vivaisti italiani, la curatrice Laura Monaldi  critico letterario e d’arte contemporanea.

Durante la serata ci sono state poi due performance musicali eseguite da Valentino Cappellini, violinista e Filippo Grassi, sassofonista.

Sono seguiti gli interventi dei relatori moderati da Andrea Massaini.

Laura Monaldi si sofferma sullo Spazio che ospita la mostra, su come sia stata pensata direttamente dagli artisti con l’intenzione di renderla viva e stabilire un dialogo fra le opere e gli spettatori.

Il tema dell’ipocrisia parte integrante dell’individuo, dell’uomo, in particolare nella serata di oggi dove il rapporto uomo/natura non è mai stato così contraddittorio come nella nostra attualità. L’arte, continua, nasce dalla natura fin dai tempi antichi, tuttavia con il passare del tempo questo legame si è sempre più indebolito fino ad oggi dove viene da chiedersi se gli umani sono i protagonisti del mondo o è sempre la natura ad essere la protagonista dell’umanità?

E’ la volta poi del Prof. Ferrini, autore di un libro dal titolo “Amico albero”. La natura, dice, ha bisogno del nostro aiuto, dobbiamo pensare di più a ciò che abbiamo fatto, “se la storia della terra fosse stata di 24 ore, l’umanità sarebbe comparsa alle 23,57, quindi per un lungo periodo la terra ha fatto a meno di noi e in tre minuti siamo stati capaci di distruggere tutto quello che era stato creato”.

Luigi Petracchi nel corso dellè’evento

Dobbiamo ripensare a tutte le forme di rapporto con la terra, in particolare alla natura vegetale, alle piante che ci fanno vivere di cui non possiamo fare a meno.

Siamo più colpiti della scomparsa di una specie animale che non delle centinaia di specie vegetali che scompaiono ogni anno. Dovremo prima o poi rendercene conto perché  non ci potrebbe essere vita sulla terra senza le piante mentre  ci potrebbe essere senza animali.

Luca Magazzini parla degli aspetti commerciali nella vendita delle piante che non si limita più alla bellezza ma la supera in favore della sua utilità e del benessere che genera, avvertito in maniera determinante quando la pianta non c’è.

Le spirali delle piante che potete osservare hanno avuto bisogno della presenza costante dell’uomo e delle sue attenzioni. Errori ne sono stati fatti ma l’uomo credo abbia le capacità per salvare il mondo e sempre più apprezzerà l’ambiente in cui vive. Sottolinea poi l’importanza di parlare dell’esperienza vivaistica con le scuole, citando esperienze fatte che hanno avuto un grande successo di interesse da parte dei ragazzi.

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