mercoledì, Settembre 9, 2026

Pistoia, allarme obesità: al San Jacopo 100 interventi ogni anno

PISTOIA – Crescono i casi di obesità in Toscana. Secondo uno studio diffuso dalla Asl Toscana Centro il 36,9% della popolazione della regione risulta essere in eccesso di peso. Di questi il 28,8% risulta in sovrappeso, mentre l’8,1% è in stato di obesità. Anche la zona pistoiese sembra in linea con i dati regionali. Secondo quanto riferito dall’azienda sanitaria, infatti, sono in media 100 gli interventi chirurgici eseguiti ogni anno all’ospedale San Jacopo finalizzati alla riduzione del peso.

“L’obesità – evidenzia il dottor Enrico Facchiano, direttore del Centro di Chirurgia Bariatrica dell’Ospedale di Pistoia – è una condizione pericolosa per la salute; un paziente affetto da questa patologia ha un’aspettativa di vita inferiore di almeno 10 anni rispetto a quella di un coetaneo normopeso. E quando si devono perdere 40/50 chili, a volte dieta, esercizio fisico, psicoterapia e farmaci non bastano e l’unica soluzione efficace a lungo termine diventa la chirurgia”.

Per quanto riguarda l’area centrale della Toscana il trattamento chirurgico dell’obesità avviene in due centri specializzati: quello di Firenze, nell’Ospedale Santa Maria Nuova, diretto dal dottor Marcello Lucchese e quello di Pistoia. Quest’ultimo, in particolare, è anche Accreditato da parte della Società Italiana di Chirurgia dell’Obesità e delle Malattie Metaboliche (S.I.C.O.B), a garanzia dei pazienti che vi si rivolgono. Il centro pistoiese è il punto di riferimento per le zone di Empoli, Prato e Pistoia per il paziente con obesità grave.

“Gli interventi di chirurgia bariatrica – spiega il dottor Facchiano – vengono eseguiti quasi sempre in laparoscopia, una tecnica miniinvasiva: il chirurgo osserva le immagini trasmesse su uno schermo e manovra dall’esterno gli strumenti. Ne risulta un ridotto trauma chirurgico, un minore dolore postoperatorio e la possibilità per il paziente di riprendere le proprie attività quotidiane e lavorative in tempi rapidi”.

La procedura di trattamento dell’obesità coinvolge diversi esperti: dal chirurgo, alla dietista alla psicologa, passando per diabetologi, radiologi, endocrinologi, anestesisti. “Questo – prosegue il medico – fa capire la complessità del percorso e quanto sia importante una valutazione di tipo “multidisciplinare” che permetta di costruire un progetto di cura personalizzato. Il paziente affetto da obesità solitamente è complesso, presenta spesso delle patologie associate (diabete, ipertensione, apnee notturne, problemi osteoarticolari, infertilità…) e frequenti deflessioni del tono dell’umore legate ad una difficile accettazione della propria immagine corporea e ad una oggettiva difficoltà nella gestione delle più banali azioni quotidiane”.

Importante in questo contesto, anche per la buona riuscita dell’intervento, l’equilibrio psicologico del paziente. “Per questo motivo – spiega la dottoressa Barni- abbiamo attivato dei percorsi di gruppo preparatori all’intervento. Offriamo, inoltre, un costante supporto psicologico per i nostri pazienti sia in fase preoperatoria che dopo l’intervento”. Al momento della prenotazione della visita presso i Cup il paziente oltre a parlare con chirurgo e dietista si confronterà anche con la psicologa.

Non sempre si ricorre alla chirurgia. Nei casi in cui il paziente non è giudicato idoneo per sottoporsi all’intervento, come spiegano dall’Asl, verrà indirizzato a percorsi alternativi come quelli erogati dal centro per i Disturbi del Comportamento Alimentare.

Il trattamento dell’obesità prevede quindi un iter complesso e multidisciplinare. Di questo e e delle forme di trattamento di tale patologia si parlerà sabato 1° aprile a Villa Cappugi al Convegno “L’approccio multidisciplinare al trattamento chirurgico dell’Obesità”. L’incontro è organizzato con il patrocinio della Società Italiana di Chirurgia dell’Obesità e delle Malattie Metaboliche. (r.b.)

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