PISTOIA – La passione per la cucina pistoiese, e in particolare i dolci, fra semplicità, tradizione e creazioni originali.
Marzia Cappellini è ormai un “volto noto” pistoiese, che grazie alla sua passione da autodidatta tiene corsi di cucina e partecipa a trasmissioni di cucina sulla rete televisiva locale. Con estrema semplicità ed empatia e un sorriso rassicurante, Marzia porta per mano moltissime persone a cimentarsi fra i fornelli per realizzare piatti e dolci fantastici.

Quando è nata la tua passione verso la cucina?
All’inizio sono partita con preparare i dolci che mi sono sempre piaciuti, poi mi ha preso la mano e a quel punto è stato Checco Bugiani che ha insistito per portarmi a TVL. Mi sentivo molto impacciata ma alla fine ho ceduto, non ho mai avuto la pretesa di fare chissà che cosa, mi piaceva realizzare cose “normali” come la crostata di marmellata. In seguito ho avuto modo di conoscere i signori Pecoraro della DMP (Distribuzione Materie Prime Alimentari) e della GUSTAR. Avevano aperto da poco una scuola di cucina, conoscevo Rita della GUSTAR che insisteva per fare dei corsi che sono poi stati un successo, erano sempre pieni di frequentatori. L’aspetto che funzionava meglio per questi ultimi era quello di poter avere sempre “le mani in pasta”. Andavo due o tre ore prima dell’inizio dei corsi, pesavo gli ingredienti per tutti e i partecipanti tornavano poi a casa con le torte fatte da loro con grande soddisfazione.
Chi erano i partecipanti?
Persone normalissime, felici di essere lì. Era anche un modo per incontrarsi e socializzare, un aspetto non secondario del fare cucina.
Che tipo di piatti venivano preparati? Anche ricette tipiche del territorio pistoiese?
Sì, abbiamo fatto anche quelle, come la corona di San Bartolomeo. All’inizio con Checco io mi occupavo prevalentemente dei dolci, poi mi sono cimentata anche nel salato, ma sempre nel rispetto della semplicità.

Moglie, mamma, nonna: si può dire che la tua passione per la cucina è nata anche in funzione di tutte le persone che avevi da “sfamare”?
Sì, i miei nipotini collaborano con me molto volentieri. Anche se gli inizi non sono stati facili, non sono stata immune da errori in cucina: una volta cucinai per mio marito un piatto di saltimbocca che potevano essere utilizzati “come proiettili per la fionda”. Per questo piatto avevo chiesto consigli a un’amica che si era però assolutamente sbagliata sui tempi di cottura.
Qual è il primo sapore che ricordi da bambina?
Mi ricordo una cosa che all’epoca mi sembrava terribile, qualche volta potevo fare colazione con il mio babbo la domenica mattina e mi ricordo una tazzona di caffellatte con i pezzetti di pane dentro che dopo un po’ si disfacevano e diventavano una cosa tremenda.

Il piatto in cui ti riconosci di più perché ti piace o ti viene meglio?
La crostata di marmellata, senza dubbi. Gli ingredienti devono essere di altissima qualità, quello che ho imparato negli anni è “meglio un piatto in meno ma utilizzare sempre solo prodotti di qualità”.
Quale potrebbe essere una cena romantica di due fidanzati?
Pesce, un antipasto di ostriche, poi gamberoni, risotto di mare o addirittura un cacciucco.
Invece una cena per un addio?
Per quella solo cose tremende, come i saltimbocca di cui parlavo prima.
C’è qualche piatto che detesti e che non ti piace?
Sì. quella cucina che va di moda ora, quella in cui ti presentano in un piatto, cose strane, colorate, che non sempre si riesce a identificare.
Come la cucina molecolare?
Ecco, assolutamente no.
Pranzi e cene “come una volta”.
Dire proprio di sì. Ho ancora un libro meraviglioso di ricette fatto dagli anziani di una RSA, non ricordo se di Casalguidi o Cantagrillo. Lo leggo molto volentieri perché queste persone nel descrivere le ricette rammentano la loro vita.

Ti sei mai cimentata in nuove ricette?
Sì, compro continuamente riviste e nuovi libri.
Un piatto di tua creazione?
Per ogni ricetta si possono fare correzioni e integrazioni così alla fine diventa una cosa originale e nuova. Una volta ho trovato la ricetta di uno zuccotto e l’ho risistemata secondo il mio gusto, in televisione in quel periodo andavamo in diretta con le telefonate da casa, un signore mi infamò, mi disse “ma questo non è uno zuccotto!”. Gli risposi “è lo zuccotto che faccio io, normalmente viene utilizzata la panna o la ricotta io lo faccio con lo zabaione”.
Quali sono le tue ultime novità?
Ho scoperto un altro dolce, la zuppa inglese alla napoletana, che mi piace molto.
Progetti per il futuro?
La scuola di cucina a Sant’Agostino continua con buoni risultati. Poi c’è un progetto in fieri, quello di realizzare un libro e sono alla ricerca di una casa editrice che mi possa aiutare.









