PISTOIA – Tredici immagini per tenere viva l’attenzione sul popolo iraniano che si oppone al regime teocratico di Teheran, tredici cartoline per manifestare sostegno alle donne soggette a una repressione violenta.

Anche il consiglio della sezione Soci Coop di Pistoia ha aderito alla campagna promossa da Coop nazionale con Amnesty international ( “Donna. Vita. Libertà”) proponendo ulteriori tredici immagini che diventano cartoline da inserire negli appositvi contenitori a disposizione nel negozio di viale Adua. Saranno poi consegnate all’ambasciata dell’Iran a Roma.
Tredici per ricordare il giorno di settembre del 2022 in cui Mahsa Amini (https://www.amnesty.it/iran-repressione-mortale-delle-proteste-per-luccisione-di-mahsa-amini-occorre-unazione-globale-per-fermare-limpunita/), la ragazza di 22 anni, venne arrestata perché, secondo la polizia morale, non indossava correttamente il velo: la giovane morirà il 16 settembre nel reparto terapia intensiva dell’ospedale di Kasra, dopo due giorni di coma all’ospedale.
“Mahsa – spiega Marco Leporatti, presidente della Sezione soci Coop di Pistoia – non è morta invano perché il mondo ha risposto, soprattutto le donne e i giovani. Coop e Amnesty hanno promosso una campagna di solidarietà che deve essere sostenuta da tutti i soci Coop nelle varie assemblee. Ogni utente può diventare ambasciatore nel suo piccolo mondo perché le battaglie vanno sempre sostenute”.

Le immagini del frontespizio propongono la foto di una pettinatura femminile che, quando viene tagliata per ridurla al formato cartolina, rimane la frangia di capelli: la forma di protesta scelta dalle donne iraniane per manifestare contro il regime.
La mostra sarà visibile nel negozio Coop fino al 30 aprile, ma il 25 aprile verranno esposte anche al pranzo della Liberazione in Porta al Borgo; anche lì sarà possibile aderire firmando la cartolina.
In Iran decine di persone rischiano l’esecuzione per aver partecipato alle manifestazioni dal settembre dello scorso anno; secondo Amnesty, centinaia di persone sono state uccise negli ultimi mesi nel corso delle manifestazioni. Le donne che scendono in piazza vengono picchiate e colpite al seno e all’inguine con proiettili veri. Oltre 20mila persone sono state arrestate e, in molti casi, sottoposte a torture.







