di Stefano Di Cecio
SERRAVALLE – Da oggi fino al prossimo 27 maggio, l’Oratorio di Santa Maria Assunta di Serravalle, ospiterà la mostra “Interno donna” con i dipinti di Laura Corre.

Quello dipinto dall’artista è un mondo esclusivamente femminile, realizzato in maniera professionale da circa 10 anni, il metodo preferito è olio su tela.
I tuoi soggetti sono prevalentemente donne?
Tutte donne, dipingo anche la natura, ho realizzato serie con piante e fiori utilizzando anche altre tecniche diverse dall’olio su tela, come i collage, ma prevalentemente la mia ricerca è orientata sulle donne.
C’è un motivo particolare che ti muove?
Mi riconosco in ogni dipinto che faccio, qualsiasi donna che ritraggo è un modo per esprimere me stessa. E’ anche un modo per dare voce a concetti e idee che sento vicini a me.

Sono modelle o soggetti di fantasia?
Molti dipinti sono ispirati da foto di donne reali, a volte amiche se non persone con cui entro in contatto grazie ai social, a volte invece sono di fantasia, insomma le ispirazioni sono varie. Prendo spunto da delle immagini con cui vado poi a costruire delle storie, sempre e comunque dalla realtà.
Ci sono diversi tipi di bellezza nei tuoi ritratti, bellezze non canoniche
Esatto, è ciò che voglio esprimere con la mia pittura, rappresentare la donna con le sue molteplici sfaccettature ponendo una critica alla società che impone alcuni canoni di bellezza standard.
Gli sguardi suggeriscono un mondo interiore, caratteristici degli umori e delle intimità
E’ proprio così, la mostra l’ho intitolata ‘Interno donna’ perché attraverso questi ritratti cerco di far trasparire quello che è all’interno, può essere un emozione, un pensiero o una preoccupazione che sia personale o che si riallacci alla società. Mi interessano sia l’aspetto intimistico che quello pubblico, sociale. Mi piacciono le donne che non propongono una bellezza indotta dai canoni della società.

Questo è il quarto appuntamento di Visioni, hai scelto dei quadri particolari da mettere in mostra?
All’inizio avevo pensato a tre dipinti in particolare, realizzati durante il periodo del Lockdown. Il primo, ‘La ragazza che protegge il cerbiatto’, minacciata da qualcosa di oscuro cerca di proteggere qualcosa di fragile che in quel momento era la nostra salute e la nostra vita. Poi ‘Paura di toccare’ che invece si riallaccia alla comune paura di tutti di toccare qualsiasi cosa e infine ‘Linfa’ collegato al bisogno di verde, di ossigeno che in molti hanno avvertito durante quel periodo. All’inizio doveva essere una mostra collettiva, poi, quando si è trasformata in un ciclo di mostre, ho pensato di portare anche altri dipinti, le ultime serie di lavori realizzati dal 2020 in poi. Come la serie del rossetto sbafato che si rifà alle richieste di una società che chiede alle donne di essere perfette in tutto, belle ed efficienti. Arriviamo poi all’ultima serie che è quella del ‘doppio’ sul rapporto psiche-corpo.

Come è stato per te il periodo del Lockdown?
E’ stato molto produttivo. Ho avuto la fortuna di vivere in un’area verde intorno a me che non mi ha fatto soffrire la mancanza di spazi e mi sono completamente dedicata a quella che è la mia professione di pittrice.
All’inaugurazione della mostra erano presenti Filippo Basetti, curatore del cicli “Visioni” con Lorenzo Becciani e gli assessori Ilaria Gargini e Maurizio Giuseppe Bruschi









