martedì, Settembre 8, 2026

La Fondazione Marino Marini interviene sul trasferimento delle opere di Marini

PISTOIA – “La Fondazione non ha mai cessato di essere vicina alla città e alle istituzioni del territorio, rendendosi sempre disponibile ad un aperto, costruttivo e trasparente confronto, allo scopo di trovare delle soluzioni più idonee sia per la conservazione delle inestimabili opere e dei capolavori del Maestro Marino Marini a Pistoia, che per le attività espositive che riguardano le stesse”.

E’ quanto evidenzia in una nota il presidente Carlo Carnacini.

“Ci rammarica di essere chiamati a intervenire in un “carteggio pubblico” – e non nelle sedi istituzionali adeguate, quale quella della conferenza dei servizi, reiteratamente proposta dalla Fondazione – sul vincolo pertinenziale posto dal Ministro della Cultura su richiesta della competente Soprintendenza e, soprattutto, sulla contraddittoria posizione del Comune di Pistoia, che nel processo innanzi al Consiglio di Stato insiste sul vincolo tra le Opere di proprietà della Fondazione ed il Palazzo del Tau, mentre pubblicamente propone di trasferire le stesse Opere, vincolate appunto al TAU, nell’ex Chiesa di San Lorenzo, la cui ristrutturazione richiederà anni” continua la il presidente della Fondazione.

“Per la Fondazione è un fatto che dovrebbe essere già chiaro ai più. Le stesse istituzioni, al di fuori di ogni corretta interpretazione della legge, hanno comunicato al pubblico che le Opere sono vincolate alla città di Pistoia, quando in realtà il vincolo riguarda solo e soltanto il Palazzo del TAU, senza peraltro mai precisare che tale vincolo, sul quale a breve dovrà comunque esprimersi il Consiglio di Stato, non può essere né trasferito né ceduto. La legge su questo è molto chiara.

La Fondazione, a fronte di questa duplice e contraddittoria posizione del Comune di Pistoia, continua a chiedere, esclusivamente – considerato che la sede proposta come alternativa non sarà, ove il progetto dovesse essere attuato ed attuabile, pronta che fra anni – che venga congiuntamente individuato un luogo per allocare al più presto le Opere, tenendo conto dell’inagibilità del Palazzo del TAU”.

“Il rischio di deperimento delle Opere, chiuse in un edificio di proprietà delle istituzioni ed inaccessibile, è un dato di fatto, che secondo la Fondazione lede il valore inestimabile artistico ed anche economico del lascito di Marino, privando il territorio e i suoi cittadini di un volano che potrebbe creare indotto e visibilità a livello nazionale e internazionale. Con dispiacere e delusione si apprende, ancora una volta dai media, di soluzioni legate a progetti di incerto futuro, ma che secondo le istituzioni sarebbero la soluzione finale per il “problema” Marino Marini”

“La Fondazione, che sono onorato di guidare, ha una indubbia rilevanza internazionale e non solamente locale: mi sento pertanto in dovere di sottolineare, anche in questa occasione, che lo stallo, causato da scarse lungimiranza e conoscenza del reale valore del lascito che Marino e Marina hanno affidato al mondo sta recando un danno effettivo non solo al valore delle Opere rinchiuse nel Tau, ma anche a quelle conservate nei musei mondiali e nelle importantissime collezioni private che si trovano in maggior parte all’estero. Questa infinita disputa, mi chiedo, a chi giova?”

“Nonostante ciò, la Fondazione continuerà – per quanto le possa essere consentito – nelle sue attività istituzionali, finalizzate alla divulgazione delle Opere di Marino Marini a Pistoia, in Italia e nel mondo”.

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