PISTOIA – “Siamo estremamente preoccupati per la direzione che sta prendendo l’UE riguardo l’alimentazione. Il nostro territorio Pistoiese, soprattutto quello montano è ricco di borghi dove, fortunatamente, esistono ancora realtà imprenditoriali che si dedicano alla produzione di cibo a km 0 e che grazie al loro contributo, mantengono vive le realtà locali, dando lavoro alla gente del posto e mantenendo così vivi i paesi.
Crediamo che la produzione massiva di carne artificiale possa innescare un vero e proprio trasferimento dalla campagna all’industria, agevolando così la nascita di “monopoli del cibo” e distruggendo la nostra filiera agroalimentare.
Le normative europee sono sempre più stringenti riguardo la commercializzazione del cibo e chiaramente non aiutano le piccole aziende di produzione casereccia come quelle presenti sul nostro territorio.Lo stesso vale per le tante aziende vinicole locali che rischierebbero un crollo del fatturato se dovesse essere inserita l’etichettatura del vino, come per le sigarette, con scritte che creano terrore nei consumatori. Riteniamo appunto che criminalizzare i singoli prodotti non serva a garantire la salute delle persone, ma semplicemente a condizionare i mercati.
Condividiamo pertanto la linea del Governo che sta manifestando la massima fermezza di contrarietà su questi argomenti, proteggendo la nostra sovranità alimentare in modo da salvaguardare le persone e le aziende che gravitano intorno a questa importantissima tematica”.
Luca Davagni – portavoce circolo FDI Pistoia
Michele Misiano – portavoce circolo FDI San Marcello Piteglio
Alessandro Olioni – portavoce circolo FDI Abetone Cutigliano










