mercoledì, Settembre 9, 2026

“La chiusura della Caffetteria Marini rappresenta una ferita per il centro cittadino”

PISTOIA – “La chiusura della storica Caffetteria Marini rappresenta veramente una ferita per il nostro centro cittadino, mi associo all’auspicio di molti per la sua riapertura, per tutto quello che rappresenta, per il valore aggiunto che ha rappresentato e che spero possa continuare a rappresentare.

Accanto alla tristezza del Museo Marini chiuso i pistoiesi adesso vedranno anche la Caffetteria chiusa. L’ennesima chiusura che la politica non può più ignorare perché è la conferma di una tendenza preoccupante. Infatti serie preoccupazioni erano già emerse dal report dell’Ufficio studi di Confcommercio dove si evidenziava come nel centro cittadino in un decennio siano sparite 140 imprese.

Lo stato complessivo del nostro centro cittadino è sconfortante, è evidente che manca soprattutto un progetto e una visione complessiva, un’idea in grado di promuovere il nostro centro storico come un sistema di offerta unitaria, con nuove campagne di comunicazione e strategie innovative e non con eventi estemporanei.

Una Politica di rilancio che sappia valorizzare sia la componente culturale e di eventi, sia le opportunità di shopping e di svago, creando così un sistema di accoglienza diffusa, con un duplice obiettivo: attrarre nuovi fruitori e “fidelizzare” chi già conosce e frequenta Pistoia perché possa fungere da traino a ulteriori utenti.

Il Centro Storico per essere attrattivo deve essere vivo e vitale e questo non può prescindere dalla presenza di esercizi commerciali, dalla residenza, dalla valorizzazione e fruibilità del patrimonio artistico e culturale e dall’offerta ricettiva/ristorativa. Deve esserci un arredo urbano degno di una città d’arte e della capitale internazionale del verde e quindi devono esserci meno macchine che circolano e parcheggiano senza regole.

Poi certo se persino le guide turistiche, che sono attori privilegiati, lanciano un grido di allarme l’amministrazione non può continuare ad essere inerme. Infatti le guide turistiche denunciano la mancanza di un vero coordinamento, Sant’Andrea aperto a singhiozzo, San Giovanni soffocato dalle auto, il Battistero aperto solo nel WE Questa amministrazione si vuol porre o no l’obbiettivo di interloquire con la Diocesi e arrivare a tirare le fila per valorizzare a pieno i tesori della nostra città.

Un turista che viene a Pistoia rischia di non vedere il pulpito di Giovanni Pisano a Sant’Andrea né la Visitazione di Della Robbia a San Giovanni. Perché si dovrebbe scegliere attualmente Pistoia nel panorama toscano? Per quale particolarità? Visto che i suoi tesori non sono perlopiù visitabili, il Centro Storico non è valorizzato come dovrebbe, gli esercizi commerciali chiudono e ci sono soltanto eventi culturali e mostre di second’ordine. Rischiamo di diventare ininfluenti nel circuito turistico regionale, persino il Giardino Zoologico sembra distaccato dalla realtà pistoiese eppure rappresenterebbe un punto attrattivo in grado di arricchire l’offerta locale.

A Pistoia il turista deve poter visitare i nostri tesori artistici e apprezzare le eccellenze enogastronomiche del territorio, ammirare la Visitazione della Robbia e gustarsi il Carcerato. Vivere l’unicità del nostro centro storico medievale e fare acquisti in negozi di qualità. Il nostro centro storico si merita di essere pensato dall’amministrazione comunale come un luogo in grado di offrire ai turisti, ma soprattutto ai propri cittadini la possibilità di viverlo come polo attrattivo e socializzante del quale andare fieri. Pistoia non può arrendersi a questo declino. Intanto accanto al Museo Marino Marini chiuso ormai da tempo chiude anche la Storica Caffetteria Marini e la Giunta Tomasi cerca nuovi alibi”.

Paolo Tosi Consigliere Comunale Gruppo PD

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