PISTOIA – Lo scorso venerdì 5 maggio le classi 4B, 5B, 4D e 5D dell’indirizzo linguistico dell’Istituto “Filippo Pacini” hanno partecipato, nell’Auditorium Terzani della Biblioteca San Giorgio, all’incontro mattutino con il poeta e docente Valerio Magrelli, nell’ambito degli eventi del Premio Internazionale Ceppo Pistoia.

Le quattro classi, accompagnate dalle professoresse Ballotti, Vannacci, Vattiata, Bini e Buccilli, hanno assistito alla presentazione dell’ultimo saggio di Valerio Magrelli, “Proust vs Céline: la mente e l’odio”, pubblicato recentemente presso l’editore Einaudi.
Magrelli, per mostrare come i due autori fossero stati messi in relazione già da tempo, ha esordito con una citazione di Lévi-Strauss, che in “Tristi Tropici” scrisse: “ la mia felicità di lettore sono Proust e Céline”.
L’autore ha spiegato come non vi siano due figure più agli antipodi, non si possono immaginare due scrittori più differenti, cosi come le loro origini: Proust proveniva da una famiglia alto borghese, era ebreo e omosessuale. Céline era invece povero, medico dei poveri, omofobo, militarista e diverrà collaborazionista. Ciò che contraddistingue Proust è la sua mente brillante, forse la più grande, insieme ad Einstein, di tutto il Novecento. Ciò che caratterizza Celine, invece, è l’odio: esso è la miccia che innesca il tutto, ovunque fino a divenire, in alcuni casi, eccessivo.
Eppure molti aspetti li accomunano come “il gran rifiuto” che ricevettero, inizialmente, dall’editore Gallimard, il quale poi ci ripensò per entrambi; ma simili sono anche la centralità e l’attenzione che pongono nei confronti dello stile, il pessimismo, l’ipocondria.

Piu che uno scontro o antagonismo, quello tra questi due scrittori può essere definito una “aggressione postuma”, perché Céline iniziò a scrivere molti anni dopo la morte di Proust: Céline dedica a Proust pagine di vero odio, lo definisce una lumaca che non scrive, sbava. E poi offese a non finire e imprecazioni nei suoi confronti. Tuttavia negli ultimi anni Céline, durante un’intervista, in cui il suo interlocutore gli chiedeva che cosa aveva da dire su Proust, si sentì rispondere: “Beh è stato il più grande di tutti noi”.
Così, inaspettatamente, e, poco prima di morire, ”au but de la nuit”, arrivò la sconfessione di quanto Céline aveva sostenuto nel corso di tutta la vita, un riconoscimento finale ai meriti di Proust.
Nella seconda parte della conferenza la studentessa della classe 5BL, Sofia Sbrinci, vincitrice lo scorso anno del Premio Proust, ha letto un suo intervento sull’incipit della “Recherche”; a chiusura sono state poste domande e richieste di approfondimento a Magrelli da parte degli studenti di tutte le quattro classi partecipanti, come ad esempio il rapporto tra la società e la scrittura in Proust o il suo rapporto con la famiglia.
Infine i ragazzi hanno posto un interessante quesito: Cèline può essere letto da giovani studenti? Il consiglio di Magrelli è stato di leggere “Morte a credito”, perché può essere paragonato ad un film comico americano ed è il suo libro preferito di questo autore. Proust, invece, si può leggere interamente.







