mercoledì, Settembre 9, 2026

Cavatore muore schiacciato da un masso in Garfagnana

LUCCA – Un uomo è morto schiacciato da un masso in una cava di marmo della Garfagnana, a Minucciano. L’incidente questa mattina poco prima delle 8.

Le cave di marmo di Minucciano

Sul posto sono intervenuti i Carabinieri, i Vigili del Fuoco, e gli operatori sanitari che hanno chiesto l’intervento dell’elisoccorso Pegaso. Sono stati proprio i sanitari a bordo dell’elicottero ad aver constatato la morte del cavatore.

Sul posto sono intervenuti anche gli operatori del Dipartimento della Prevenzione (prevenzione igiene e sicurezza nei luoghi di lavoro).

“Un altro morto di lavoro e un’altra tragedia in cava. Esprimo tutta la mia vicinanza alla famiglia della vittima e ai lavoratori suoi colleghi. Con me lo fa la Toscana. Ancora una volta siamo a richiamare l’importanza del rispetto delle norme di sicurezza a tutela del lavoro”. Così il presidente Eugenio Giani appresa la morte del cavatore avvenuta questa mattina in Garfagnana.

“Questa strage va fermata – ha aggiunto l’assessora alla formazione e lavoro Alessandra Nardini – Bisogna mettere al centro la tutela della persona e la sicurezza non può e non deve essere considerata un costo. Le dinamiche di questo incidente dovranno essere chiarite, ma un dato è certo: si continua a morire di lavoro, in alcuni settori accade più che in altri. Allora occorre ribadire un concetto: il lavoro deve essere dignità, deve svolgersi in sicurezza e con ritmi adeguati, un concetto che le logiche del profitto non possono mettere in discussione. Oggi è il momento del cordoglio, mi stringo alla famiglia e ai colleghi della vittima”.

In merito alla morte sul lavoro dell’operaio, intervengono anche Rossano Rossi (segretario generale Cgil Toscana) e Alessia Gambassi (segretaria generale Fillea Cgil Toscana): “Un altro morto sul lavoro che ci porta profondo dolore ma anche tanta rabbia. Siamo vicini alla famiglia della vittima. I lavoratori del distretto del marmo Apuo Versiliese lunedì 15 maggio si fermeranno per tutta la giornata lavorativa per dare un segnale forte: basta morti sul lavoro. Aspetteremo l’esito delle indagini da parte degli organismi preposti ma diciamo con forza che non possiamo più sopportare che si perda la vita mentre si sta lavorando.  Per noi è centrale il tema della sicurezza, ogni infortunio che capita lo viviamo anche come una nostra sconfitta. La soluzione è complessa e passa attraverso la diffusione della cultura della sicurezza, prevenzione, potenziare il presidio del territorio e norme più severe. Devono essere investite risorse per rafforzare le strutture preposte ai controlli.

È necessario promuovere la cultura della prevenzione fin dalle scuole e per tutta la vita lavorativa con aggiornamenti che tengono conto dei continui cambiamenti. La diffusione della cultura della sicurezza possiamo fare in modo che sia un obiettivo realizzabile solo se tutti i soggetti, istituzioni, imprese e lavoratori daranno il loro contributo. Noi ci siamo per dare il nostro. Nel settore le imprese serie ci sono, quelle che fanno formazione e rispettano le regole, ma quelle che non rispettano le regole a partire dalla sicurezza devono chiudere senza se e senza ma”.

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