PISTOIA – Fra le varie manifestazioni organizzate dalla Croce Rossa sezione di Pistoia è stato presentato Il diario di Lea, a cura Susanna Daniele figlia dell’autrice, che racconta un ampio periodo della vita di una giovane donna durante la seconda guerra mondiale”.

La presentazione è stata fatta nella Galleria Vittorio Emanuele dal giornalista Mauro Banchini con lettura di alcune pagine del Diario da Dora Donarelli ed una sua allieva di teatro. Il manoscritto fu ritrovato fortunosamente da Susanna che lo ha trascritto fedelmente e corredato di note. Il testo è depositato presso l’archivio diaristico nazionale di Pieve Santo Stefano, diventata “Città del Diario”.
Banchini ne ha illustrato il contenuto con continui rimandi all’attualità. Il diario di Lea, ragazza non ancora ventenne quando inizia a scrivere il suo diario segreto nel settembre del 1942, ha concluso il ciclo di studi superiori diplomandosi presso l’Istituto magistrale Atto Vannucci di Pistoia ed ha appena iniziato a lavorare all’ufficio paghe delle Officine San Giorgio. L’inserimento nel mondo del lavoro non è facile: gli uffici sono dominio assoluto di uomini di mezza età. Le poche ragazze sostituiscono gli uomini giovani partiti per la guerra. A poco a poco tre impiegate coetanee diventeranno amiche inseparabili anche dopo la fine del rapporto di lavoro all’interno della San Giorgio. Nonostante la situazione non facile, siamo in piena guerra, la vita della ragazza Lea sembra scorrere abbastanza serena, fra passeggiate in centro con le amiche, l’organizzazione di serate danzanti, gli amori più fantasticati che reali, gli scherzi dispensati qua e là. La situazione cambia dopo l’8 settembre del ‘43: i pensieri da quel giorno sono cupi, quasi presagisse quello che sarebbe accaduto di lì a poco.
Capillare la descrizione del primo bombardamento di Pistoia, raccontato in una prosa secca, concitata e drammatica che descrive rumori, luci e odori di quella notte terribile. Non manca niente: il rombo dei motori degli aerei, gli schianti delle bombe, i lamenti dei feriti sotto le macerie, le luci dei bengala che illuminavano a giorno il cielo e poi le torce dei fratelli della Misericordia che andavano a cercare i feriti. Infine, lingue di fuoco e un fumo acre e denso che prendeva alla gola.
Il diario racconta anche il secondo bombardamento di Pistoia, lo sfollamento di Lea in una casa di contadini alle Sei Arcole, località sulla via per Montale, dove riacquista verve e serenità con il folto gruppo di giovani che gravitano intorno alla casa.
La guerra ha maturato in fretta la generazione degli anni Venti. Lea rievoca con un compagno di scuola incontrato a Villa di Baggio i comuni amici che “abbandonato i libri per imbracciare un’arma si trovano lontano sul fronte, di altri prigionieri o feriti, e di altri che hanno fatto olocausto della vita.”
Verso la fine del diario Lea racconta come Montecatini fosse diventata un luogo di riposo per i soldati tedeschi feriti e in convalescenza. L’incontro con due ufficiali, di cui uno gravemente ferito, fa scaturire in Lea una riflessione profonda sulla guerra. “Guardando le sue gambe immobili sento compassione per quella gioventù sciupata tra i dolori e le sventure, e mi sento fraternamente unita a questo povero ragazzo lontano dalla sua terra, dal conforto delle carezze della mamma…”
Il diario è corredato da illustrazioni a mano, caricature, poesiole in rima, e incipit di canzoni in voga all’epoca.







