di Marzio Dolfi
PISTOIA – Il Consiglio di Stato ha annullato il vincolo pertinenziale delle opere di Marino Marini al Palazzo del Tau di Pistoia. La sentenza è di oggi, 30 maggio 2023.

Ne dà notizia la Fondazione Marino Marini, con una nota del suo presidente, l’avvocato Carlo Ferdinando Carnacini.
Il Consiglio di Stato in pratica boccia la sentenza del Tar della Toscana che in primo grado aveva dato ragione al vincolo apposto dal Ministero dei Beni Culturali, su proposta del Soprintendente Andrea Pessina.
Oggi invece la sentenza che cambia rotta alla vicenda. “Nonostante lo schieramento avverso composto dalla Regione Toscana, dal Comune di Pistoia e dal rappresentante di Intesa San Paolo – scrive Carnacini – il Consiglio di Stato ha dato ragione alla Fondazione e dato via libera alla “possibilità di allocare in altra sede – sono parole della Sentenza – le opere custodite a Pistoia, stante la conclamata inidoneità del Palazzo ed ex Chiesa del Tau alla fruizione di esse…”
La polemica viene da lontano e un mese fa il sindaco Alessandro Tomasi scriveva che “il vincolo con il Palazzo del Tau nasce a tutela dell’indissolubile legame tra le opere di Marini e la città di Pistoia”, invitando la Fondazione a prendere in considerazione la possibilità di spostare le opere a San Lorenzo e chiedendo “se la Fondazione lavora per riaprire il museo di Marino Marini a Pistoia oppure no”.

La risposta, purtroppo, rischia di arrivare da questo pronunciamento del Consiglio di Stato, che dà mani libere alla Fondazione Marini e con questo apre la strada alla “fuga” delle opere del Maestro pistoiese verso Firenze.
“Il Consiglio di Stato dà atto alla Fondazione – scrive oggi l’avvocato Carnacina chiudendo la sua nota – di aver cercato una soluzione condivisa, che forse si sarebbe potuta trovare, se il Sindaco Tomasi non avesse inspiegabilmente e pervicacemente – forse perché malamente consigliato ed anche peggio supportato dalle Autorità territoriali – solo e soltanto insistito sul vincolo ora annullato”.
La lunga polemica aperta con la chiusura del Museo di palazzo del Tau, corre ora il rischio concreto di allargare la dolorosa ferita contro cui la città ha fatto più volte sentire la sua voce. Ora il rischio di veder “emigrare” le opere di Marino Marini si fa più concreto.
Se davvero la Fondazione, come ha più volte sottolineato “non ha mai cessato di essere vicina alla città e alle istituzioni del territorio”, questo è il momento di dimostrarlo.
La risposta del Sindaco: sarebbe inaccettabile lo spostamento delle opere da Pistoia

A tambur battente la replica del sindaco di Pistoia, Alessandro Tomasi che ha ribadito la scelta proposta alla Fondazione Marino Marini del Convento di San Lorenzo. “Le condizioni per procedere in questo senso – scrive il Sindaco – ci sono tutte. Ne manca solo una: la volontà della Fondazione”.
Se la Fondazione volesse invece approfittare della sentenza per “privare la nostra città delle opere del Mastro – conclude Tomasi – è chiaro che questa sarebbe una prospettiva considerata inaccettabile”.
L’intervento del Sindaco Tomasi
“Ora è tempo che la Fondazione dica cosa vuole fare, noi siamo pronti a collaborare come già detto. Il Comune – non a seguito della sentenza ma ormai da mesi – ha proposto il Convento di San Lorenzo proprio per valorizzare l’opera del Maestro a Pistoia. Lo stesso Consiglio di Stato dice che è auspicabile un accordo pubblico-privato che, in considerazione della realtà di fatto, si ponga l’obiettivo di conservare e valorizzare pienamente le sue opere. E ancora, viene sottolineata ‘l’azione congiunta del sindaco e degli organi della Fondazione per collocare le opere del Maestro in una nuova struttura museo individuata nella chiesa e nel convento di San Lorenzo‘. Si torna, dunque, all’impegno preso nella riunione della Prefettura il 27 settembre scorso sulla possibilità di individuare una struttura museale, nella nostra città, capace di ospitare le opere di Marini attraverso un progetto di valorizzazione. Struttura che il Comune ha già offerto e che è ricompresa all’interno di un quartiere, quello di San Lorenzo, su cui stiamo investendo 20 milioni di euro. Le condizioni per procedere in questo senso ci sono tutte. Ne manca solo una: la volontà della Fondazione. Come sindaco ribadisco la piena disponibilità ad offrire, per la valorizzazione dell’opera del Maestro, uno dei luoghi di esposizione più belli del territorio, su cui stiamo per intervenire.
Nel caso in cui, come conseguenza a questa sentenza, la Fondazione volesse invece privare la nostra città delle opere del Mastro – ipotesi che la stessa Fondazione, nel 2019, ha detto non essere nel proprio interesse, e che voglio ancora sperare sia così- è chiaro che questa sarebbe una prospettiva considerata inaccettabile. Adesso è l’ora della chiarezza e della collaborazione”.







