mercoledì, Settembre 9, 2026

Pistoia. Concorso addetti telefonate emergenza, Cgil: “A rischio 36 posti di lavori Esculapio”

PISTOIA – Rischio di perdita di 36 posti di lavoro di Esculapio per gli operatori tecnici telefonici dei numeri 112 e 116117.

E’ quanto rende noto in un comunicato stampa la FP Cgil Pistoia.

Estar (l’ente di supporto tecnico amministrativo regionale) ha bandito un concorso per l’assunzione di personale pubblico con la finalità di dare risposte dirette a chi chiamasse i numeri 112, per richiedere l’attivazione dei servizi di emergenza, e 116117, per l’accesso alle cure mediche non urgenti e ad altri servizi sanitari territoriali a bassa intensità e priorità di cura.

Attualmente – continua la Cgil – il servizio è garantito grazie ai lavoratori di Esculapio.

“Nel bando di concorso, però, non si ritrova la valorizzazione delle esperienze dei professionisti di Esculapio che potranno vantare non più di 13 punti su 100 quale elemento esperienziale per la continuità del lavoro e della competenza espressa sul Servizio. Il concorso – secondo la FP Cgil – è un terno al lotto organizzato in maniera incauta che rischia di non premiare i più competenti e di determinare la loro disoccupazione”.

“Con questo bando di concorso si disperderanno l’abilità e la pratica tecnica impoverendo un servizio che fino ad ora aveva raggiunto tutti gli obiettivi aziendali e la piena soddisfazione della cittadinanza. Molti lavoratori rischiano il proprio posto di lavoro per una scelta irrazionale della Direzione della Asl Toscana Centro che procederà ad assumere i più abituati a fare i concorsi invece che i più capaci – gli attuali operatori – nel lavoro.”

Questa la denuncia di Andrea Carli della FP CGil di Pistoia che illustra un ulteriore rischio.

“Nel periodo 2020 – 2021 in Asl Toscana Centro si sono ridotti di 130 unità gli infermieri passando da 6248 a 6118 ed è prevista una riduzione delle spese del personale di 6,225 milioni di Euro nell’anno 2023 rispetto a quanto già speso nel 2022. Il taglio governativo, già in atto, porterà entro l’anno 2026 il rapporto tra spesa sanitaria e PIL al 6,1%/6,2%
collocandosi molto al di sotto della media Ue”.

“In questo contesto e in questa prospettiva – conclude il sindacalista – l’Asl assume personale non sanitario erodendo risorse altrimenti impiegabili nell’assunzione delle professionalità carenti come infermieri, tecnici sanitari e operatori socio sanitari. In questo quadro oltre al danno sanitario si somma, con il concorso in atto, la beffa della perdita di posti di lavoro in realtà attualmente stabili”.

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