mercoledì, Settembre 9, 2026

Pistoia: morte Ottavina Maestripieri, il figlio confessa l’omicidio

di Ilaria Lumini

PISTOIA – Nessun movente economico. “Doveva dire alla madre che non aveva raccolto i soldi per il pagamento dell’affitto” dice l’avvocato.

Patrizio Ruscio ha confessato ai magistrati l’omicidio della madre, Ottavina Maestripieri, avvenuto il primo giugno poco dopo le 6.30 del mattino nel suo appartamento in via Monteverdi, dove la signora viveva da sola.

Una confessione avvenuta nel corso dell’interrogatorio di stamani davanti ai pubblici ministeri titolari dell’indagine dei carabinieri.

Ruscio, ragioniere pistoiese di 60 anni, ha risposto a tutte le domande.

Avvocato Francesco Stefani

“Ha detto tutto quello che è accaduto, ha confessato l’omicidio e si è assunto la responsabilità del gesto – spiega l’avvocato difensore, Francesco Stefani – Non vi sono altri soggetti coinvolti. Non ha spiegato i motivi perché motivi non ce ne erano, sicuramente ha contribuito il clima di esasperazione che ha vissuto negli ultimi mesi e anni che lo ha portato nel corso della discussione con la madre a compiere questo gesto. Si è reso conto pochi minuti dopo che la madre non stava bene dopo averle tappato la bocca, ha provato a rianimarla perché ancora era in vita, senza riuscirci e ha chiamato il 118”.

L’avvocato spiega che è stato Ruscio a dire al 118 di chiamare i carabinieri. “Nel momento in cui è intervenuto il 118 che aveva ritenuto che la madre fosse morta per cause naturali evidentemente non si è sentito di avallare una verità non vera e quindi ha detto di chiamare le forze dell’ordine. Nell’imminenza poi non è riuscito a dire come sono andate le cose”.

Ruscio, continua l’avvocato, ha raccontato tutto ai pubblici ministeri Gambassi e De Gaudio.

“Doveva dire alla madre che non aveva raccolto i soldi per il pagamento dell’affitto – ha spiegato il legale -, come aveva fatto lui per aiutarla negli ultimi anni, la madre aveva paura dello sfratto e nel cercare di calmarla, nell’impeto, le ha tappato la bocca e dopo qualche minuto ha capito che la madre non stava bene. Aveva cercato un chiarimento con la madre la mattina, verso le 7, perché dopo sarebbe andato dal proprietario di casa per chiedere una proroga o una rateizzazione dell’affitto”, continua l’avvocato.

“Non ho capito, ho visto il buio, non ho realizzato quello che ho fatto” ha detto ai magistrati.

“Il mio assistito è distrutto, farà un percorso interno al carcere con gli psicologi per elaborare questo grave reato che ha commesso con l’unica persona che lo ha aiutato fino adesso” conclude l’avvocato.

Patrizio Ruscio è detenuto nel carcere La Dogaia di Prato per evasione (al momento del fatto si trovava ai domiciliari e non poteva lasciare la casa prima delle 10). Dopo l’interrogatorio e la confessione sarà formalizzata l’ordinanza di custodia cautelare in carcere per omicidio.

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