PISTOIA – Una voce ammaliante e seducente, una musica dalle sonorità elettropop e dal respiro cosmopolita e internazionale, un concerto “intimo” ma partecipato in uno spazio assolutamente inconsueto.
Lo scorso sabato le Sale Affrescate del Palazzo Comunale sono diventate per circa un’ora il palcoscenico per l’esibizione della cantautrice francese Bonnie Li, che ha “trasportato” il pubblico presente sulle note dei brani del suo ultimo lavoro discografico. La sua presenza per la prima volta a Pistoia in un luogo così particolare si lega alla mostra fotografica “Frammenti” attualmente in esposizione alle Sale Affrescate, con fotografie di Marco Saielli e Simone Chelucci a tema musicale.

Il concerto di Bonnie Li è infatti parte integrante della mostra e per certi aspetti il “coronamento” di questo progetto, come sottolineato dalla curatrice Giusy Cumbo: un “dialogo” tra fotografia e musica nato dalla foto della cantante francese scattata da Chelucci in occasione di un suo precedente concerto a Firenze, che ha “preso vita” grazie alla presenza fisica di Bonnie Li, onorata – come lei stessa ha ripetuto più volte – dell’invito a Pistoia e felice di regalare ai presenti questo momento di incontro nel segno dell’arte.
Originaria di Marsiglia, Bonnie Li compone un “trip hop” e un “alternative pop” dalle melodie seducenti, ammalianti, malinconiche e d’atmosfera, esplorando temi come la donna eroina e il mistero dei sentimenti. Ha trascorso l’infanzia e l’adolescenza a Hong Kong, prima di trasferirsi a Parigi, Berlino e di nuovo a Marsiglia: l’esperienza internazionale le consente di cantare in tre lingue, alternando anche all’interno di uno stesso brano parti in francese, inglese e cinese mandarino. La sua musica è stata riferita ad artisti come Emilie Simon, Portishead e recentemente alla colonna sonora di Twin Peaks. Dopo l’album di esordio “Wo Men” del 2019, pubblica nel giugno del 2022 il secondo disco “Le Bleu du Rouge”, che riceve ottime recensioni da parte della critica; i suoi singoli sono inseriti nelle playlist delle radio nazionali francesi, la sua canzone “Stalker” è stata colonna sonora nel film “Ogre” di Arnaud Malherbe, nei cinema di tutta la Francia la scorsa estate, e sul palco è stata invitata ad esibirsi come opening act per Lola Marsh e Ghostly Kisses.
È recente l’uscita del suo nuovo EP “La Mère, L’Amante et La Fille”, un pezzo di alt-pop romantico, minimalista e appassionato, che rivisita alcune tracce tratte dall´album “Le Bleu du Rouge”.
Al termine della performance abbiamo avuto l’occasione di intervistare in esclusiva Bonnie Li per conoscere meglio la sua musica e il suo percorso artistico, e per capire in particolare le ragioni di questo suo concerto così particolare e inaspettato.
Bonnie, che emozioni e che sensazioni hai provato quando hai visto per la prima volta la foto che ti ha scattato Simone, esposta qui all’interno della mostra?
Appena l’ho vista mi sono sentita onorata e sorpresa allo stesso tempo, perché Simone è stato abile a catturare l’intensità del momento durante la mia esibizione: ho rivisto nel mio volto la forza ma anche la morbidezza che cerco di esprimere nel corso dei miei concerti. Ho provato davvero tante emozioni, sono felicissima di questo.
Che cosa ti ha colpito di questo progetto “Frammenti”?
Non è frequente trovare un’intensità così forte nelle fotografie, trovo molto emozionanti le foto in bianco e nero e anche quelle divise. Pur essendo delle immagini ferme, che catturano un singolo istante, le trovo straordinariamente vive.

Come è nata l’idea di venire a Pistoia e tenere un concerto all’interno della mostra? È una iniziativa assai inusuale.
Sì, non capita spesso, e devo ringraziare la curatrice Giusy Cumbo che ha avuto per prima questa brillante idea. È stata lei a inviarmi la foto scattata da Simone, per me è stata una sorpresa emozionante, e quando mi ha domandato se fossi disponibile a venire qui a Pistoia per dare “consistenza fisica” al progetto attraverso la mia presenza, mi sono sentita onorata e ho cercato subito di liberarmi da altri impegni. Mi ha affascinato l’idea di creare una connessione artistica tra la musica e la fotografia, in cui la mia immagine “prende vita”.
Nel tuo ultimo album “Le Bleu du Rouge”, ma in generale in tutta la tua musica, emerge la dimensione cosmopolita derivante dai lunghi soggiorni a Parigi, Berlino e Hong Kong. Che cosa ti hanno lasciato queste esperienze internazionali?
A causa dei miei viaggi in Europa e in Cina, nella mia musica cerco di mescolare e unire culture e lingue assai diverse: mi piace giocare con le parole e i loro significati, in alcuni brani alterno francese e inglese oppure inglese e cinese, ponendo attenzione alle varie sfumature di significato delle parole che ogni lingua possiede. Nei miei testi ci sono diversi livelli di lettura, e a volte si possono prestare a più interpretazioni. I soggiorni internazionali mi hanno permesso non solo di conoscere nuove culture, ma anche di acquisire una visione più ampia del mondo, con i suoi molteplici aspetti, e di capire meglio ciò che io voglio dare attraverso la mia musica. Quello che per me è importante è il fatto di non aver paura, di provare sentimenti e di esprimerli senza nascondermi e senza vergognarmi.
È stata la tua prima volta a Pistoia?
Sì, una “toccata e fuga” di due giorni appositamente per partecipare a questo evento. Ho trovato la vostra città meravigliosa. Spero di ritornarci presto con più calma.
E il nostro augurio, oltre a ringraziare Bonnie Li e farle un “in bocca al lupo” per il prosieguo della sua carriera artistica, è quello di rivederla in futuro a Pistoia, magari sul palco del Blues Festival.










