PISTOIA – A volte sono i piccoli numeri a fare la differenza tra il buon senso e il senso del ridicolo. Come ad esempio 18 sedie. Le 18 sedie sono quelle negate dalla dirigente del Comune di Pistoia al comitato che ogni anno organizza un ciclo di letture nel giardino di via Paganini.
Come funziona l’evento? Chi vuole può partecipare e leggere un brano, una pagina, una poesia di un autore a suo piacimento.
E si sa cosa promette: la piacevolezza dello stare insieme leggendo, la funzione sempre rigenerante delle voci di tanti autori, la possibilità di allargare le conoscenze.
Le sedie (18) sono sempre state concesse, quest’anno, invece, tutti in piedi perché la dirigente ha ritenuto opportuno non darle, come ha comunicato a Lia Tosi, organizzatrice del piccolo evento.
“Con questa decisione sa di metterci in difficoltà. Così si incoraggiano attività culturali (pur modeste) dal basso. Sedie solo a eventi generali, dice, cioè grandi e dall’alto, pare. E allora proviamo a difendere le nostre umili letture in giardino portandoci seggiolini da casa”.
Quindi al Comune di Pistoia è la dirigente a stabilire la qualità degli eventi: a sua discrezione o sulla base di parametri codificati e trasparenti?
Una decisione che conferma ancora una volta il potere assoluto dei dirigenti comunali che spesso si riparano non sotto l’ombrello delle regole, ma delle loro libere interpretazioni.
E la politica? Assiste, spesso pavida. Sì, perché mettersi di traverso a una decisione del/della dirigente potrebbe voler dire dare spiegazioni in Procura. La giunta approva una esposizioni di conigli contro il parere della dirigente? Ecco pronto un esposto che finisce nel palazzo di fronte a quello del Comune dove, naturalmente, viene archiviato. E questa è storia.
E così il potere di questi dirigenti cresce fino ad avere in mano l’intera macchina comunale.









