mercoledì, Settembre 9, 2026

Festa dell’Unità, Boldrini: “Meloni fa leggi in nome della propaganda”

di Andrea Mori

MONTEMURLO – Ieri alla Festa de l’Unità di Prato, a Montemurlo, è stato il turno di Laura Boldrini, presidente della Camera dei deputati dal 2013 al 2018 e attualmente deputata per il Partito Democratico, invitata in occasione del Toscana Pride a Firenze.

Laura Boldrini

A moderare il dibattito Arjana Salimusaj, della Segreteria Giovani Democratici Prato. Presenti anche il responsabile diritti GD Toscana Lorenzo Lombardi, Donata Bianchi della Conferenza Donne Dem Toscana, i rappresentanti dei 3 comuni della rete Ready: Marco Saccardi (Vernio), Ilaria Santi (Prato), Valentina Vespi (Montemurlo) e la rappresentante della Commissione pari opportunità della Regione Toscana, Gilda Fronzoni.

“Melonia”, questo è il termine che l’onorevole utilizzerà nel corso di tutto il suo intervento per riferirsi a quella che è l’Italia guidata dall’attuale Presidente del consiglio Giorgia Meloni.

Melonia, dice Boldrini, è un posto dove “si respinge invece di accogliere, si fanno patti con gli autocrati, si fanno leggi in nome della propaganda: il decreto sui rave”.

Ampio spazio del suo intervento l’onorevole Boldrini lo ha dato al tema caldo della gestazione per altri, che “in molti paesi assolutamente evoluti è regolata per legge”.

“A ‘Melonia’ – ha affermato Boldrini – adesso si fa la crociata per rendere la gestazione per altri un reato universale, in un momento in cui la Corte costituzionale e la Corte di giustizia dell’Unione europea dicono all’Italia che deve fare qualcosa immediatamente perché sta violando il diritto di figli e figlie di coppie omogenitoriali a essere registrate all’anagrafe. La destra di governo vuole rendere universale un reato che in molti paesi assolutamente evoluti (Stati Uniti, Canada, Regno Unito, Belgio, Olanda, Portogallo, Grecia e tanti altri) è regolato per legge. Questo è un altro esempio di propaganda di Melonia. Ma com’è possibile, mi domando, ipotizzare di renderlo reato universale quando poi la pena prevista è quella da tre mesi a due anni. Cioè un reato universale ha l’ergastolo. Il governo però purtroppo riuscirà a rendere reato universale la gestazione  per altri perché purtroppo hanno i numeri. Questo però non significa che la pratica diventa reato anche negli altri paesi, quindi siamo di fronte ad un grande imbroglio nei confronti dell’opinione pubblica”.

Boldrini ha poi voluto anche porre l’accento sulle comunità straniere “che sono sul territorio e hanno spesso la cittadinanza italiana: le dobbiamo includere, non è possibile che nei nostri dibattiti sull’immigrazione non ci siano gli immigrati e immigrate. Noi abbiamo comunità sui territori che vengono completamente ignorate. Allora noi dobbiamo andare da loro, chiamiamoli, coinvolgiamoli a fare politica”.

Infine, sul rispetto di genere “Inutile fare leggi inasprendo le pene, non serve, il lavoro è culturale”.

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