mercoledì, Settembre 9, 2026

Bambini e musicisti navigati alla tre giorni del ‘Pistoia Blues Clinics’ a Serravalle

di Marzio Dolfi

SERRAVALLE Aula 1 – Corso di ritmica Young, Aula 2, Corso di Basso – Aula 3, Gruppo pre-accademico. E poi ancora pianoforte, fiati… L’aula numero 6 è nella Chiesa di San Mochele, qui si perfeziona la voce: una collocazione che si allinea perfettamente con la storia del Blues.

Foto di gruppo di allievi e insegnanti

E proprio le origini del resto sono nell’anima di questa tredicesima edizione del ‘Pistoia Blues Clinics‘ che si è svolta nei tre giorni del fine settimana a Serravalle.

Una scuola, ma soprattutto una riflessione sul Blues e su come fare Blues.

Gli ingredienti di questo appuntamento tradizionale con la didattica e lo spirito Blues, Gospel, Sound, Jazz, Gospel, Funk sono una grande passione, la voglia di stare insieme, un rigorosissimo studio. Il tutto garantito da un’esperienza che non ha uguali in Europa e che mette insieme generazioni diverse.

Una tre giorni che popola di strumenti e ritmi il centro di Serravalle, che lascia per un po’ le sue vesti medioevali e si trasforma in un ‘paese delle meraviglie’ dove ai voli della fantasia si sostituiscono ritmi, note, spartiti e voglia di mettersi in gioco.

E sono tanti anche quest’anno gli allievi che sono arrivati (molti di più del solito anche da fuori Toscana) con in tasca questo sogno, nonostante l’implacabile sole di luglio. Cento in tutto, di cui una trentina di ragazzi: il più piccolo ha 8 anni il più navigato 60. Fra loro ci sono musicisti già formati e altri che devono ancora farsi le ossa.

Un grande gruppo eterogeneo, con all’interno anche alcune storie ‘difficili’, ragazzi che hanno lavorato al pari degli altri. Del resto l’inclusione, che è da sempre nel dna di questo tipo di musica, è il punto di partenza che è stato fin dall’inizio una base per gli organizzatori del ‘Blues Clinics’. Ogni sera, per tre sere, quello su cui si lavorava nelle aule sotto la guida di attenti maestri e tutor finisce sul palco, con Band nate sul posto.

L’Aula di Batteria. Il Maestro è Walter Calloni

Gli esponenti dell’Associazione ‘Tempo Futuro’ che organizza l’appuntamento hanno di che essere soddisfatti. E non lo nascondono i due motori del progetto, Daniele Nesi e Marco Magnani.

“L’inclusione, l’essere se stessi, vedere il Blues da tante prospettive e magari anche da tante difficoltà personali – lo sottolinea Daniele Nesi –. Nel Blues tutti possono essere se stessi: un sistema che mette insieme, fa conoscere e guadagnare sicurezza. E’ la potenza di quando la musica ti guarda negli occhi”.

Marco Magnani pone l’accento su quelli che considera i punti forti dell’edizione 2023: “ a partire dal tema che ci siamo dati ‘The Roots’, le radici appunto, un viaggio nelle origini. E poi quest’anno è cresciuto notevolmente il livello dei docenti”. Hanno fatto infatti parte del gruppo dei 15 fra maestri e tutor Walter Calloni uno degli storici batteristi italiani, che ha suonato con la PFM, Vecchioni, Ivan Graziani, Battisti, Gianna Nannini…; e Roberto Pagani, pianista di Baglioni.

L’aula del Basso con Daniele Nesi

Punte di diamante di grande rilievo che non nascondono il piacere di aver partecipato alla scommessa.

Ma anche altri considerano molto positiva la loro presenza nelle aule. Roberto Ponziani (musicista che aveva “lasciato” da 17 anni il mondo della musica) dice che “se mi dicessero ritorna, lo rifarei”. Anche per Diego Lopilato (musicista e insegnante) è stata la prima esperienza e la giudica “nettamente positiva” e sottolinea “il valore dello scambio fra generazioni: la differenza d’età non è un problema ma un aiuto, per tutti, a crescere e a superare momenti di tensione emotiva”.

L’aula di Canto nella Chiesa di Santo Stefano

Insomma una esperienza che ha dimostrato, negli anni, di essersi guadagnata attenzione e di saper crescere. E alla quale magari sarebbe bene che le Istituzioni guardassero con maggiore attenzione, dando anche aiuti concreti che finora non si sono visti. Il comune di Serravalle ha il merito di offrire gli spazi, ma tutto finisce lì.

La Diocesi ha messo a disposizione la Chiesa, una disponibilità che è stata molto apprezzata.

Alla base di questa ricetta in musica che in 13 anni ha mostrato le sue potenzialità c’è però, oltre agli sponsor, il lavoro della Associazione Tempo Futuro. Accompagnato dal convinto sostegno del Circolo Arci di Serravalle, che ha garantito, mettendo in campo le forze di molti volontari, il sostegno logistico per i pasti e l’ospitalità sia di ‘allievi’ e ‘maestri’ sia dei tanti (parenti e appassionati) che hanno seguito ‘Blues Clinics‘ nelle tre serate finali.

Ieri l’ultimo concerto e poi saluti e abbracci. E molti occhi lucidi. Ma ‘Pistoia Blues Clinics’ pensa già all’edizione numero 14.

Ultimo palco con alcuni Maestri, da sin: Marco Magnani, Roberto Pagani, Walter Calloni, Filippo Brilli, J. Sintoni, Daniele Nesi

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