PISTOIA – Sono una residente nel quartiere di San Marco.
Solo dopo averlo letto sui giornali sono venuta a conoscenza che era stato approvato un progetto per “rinnovare” e “riqualificare” il giardino di piazza San Lorenzo.

Nessuno (forse bastava averne dato comunicazione nella cassetta delle lettere) ci aveva informato delle decisioni della Giunta comunale.
Al contrario, sono convinta sia fondamentale coinvolgere i cittadini e favorirne la partecipazione attiva e consapevole alla vita della comunità.
Invece il silenzio è stato totale. Questo fino all’articolo sui giornali arrivato come un fulmine a ciel sereno.
Per capire meglio, ho richiesto al Comune di avere una copia del progetto.
Volevo verificare in cosa consisteva la “riqualificazione estetica e funzionale di piazza San Lorenzo e delle aree limitrofe”.
La mia richiesta era limitata al solo giardino, e, una volta avuta la documentazione, ne ho parlato con altri abitanti del quartiere e con alcuni tecnici interessati alla salvaguardia del territorio.
Quello che dalla foto sul giornale appariva un progetto bello e accattivante, andando a guardare con occhi più attenti, è risultato qualcosa di molto diverso.
L’erba, attualmente piccolo polmone verde del giardino, sparirà, come pure i pini che lo circondano.
Il tutto verrà sostituito da alcuni alberelli e da aiuole con arbusti ma, più che altro, purtroppo, e questa è la parte peggiore, verrà realizzata una piazza di pietre che poggiano su una base di cemento armato con il risultato di rendere l’area completamente impermeabile. A ben poco serviranno gli scoli previsti, un argine che poco argina.
Siamo ormai tristemente consapevoli della crisi climatica che stiamo vivendo e con cui dovremo fare i conti sempre di più. Il progetto approvato poteva essere interessante negli anni Settanta, ma oggi è superato da eventi che ci vedono tutti coinvolti.
Di sicuro è necessario che i nostri amministratori si impegnino per evitare di intensificare le isole di calore (questa diventerebbe una di quelle) perché dove non c’è erba è quello che accadrà, facendo aumentare di alcuni gradi le nostre estati già torride.
Inoltre la terra, che quando piove fa filtrare l’acqua, è indispensabile come barriera alle “bombe d’acqua” che arrivano senza preavviso. Solo la terra può aiutare a evitare allagamenti e intasamenti delle fogne.
Per l’affetto per la città e per migliorare la vita anche nel nostro quartiere, sono convinta, e con me lo sono molte altre persone che vivono qui e con cui mi sono confrontata in questo periodo, siano necessari una riflessione e un ripensamento da parte della Giunta comunale prima di dare il via a lavori che avrebbero un fine esclusivamente estetico.
La riqualificazione deve tener conto della qualità della vita dei cittadini, non ne può prescindere.
Certamente una vera riqualificazione del giardino sarebbe importante, ma questa non lo è.
Mi auguro che la sensibilità di chi ci amministra ne terrà conto e si comporterà di conseguenza.
Michela Bacci










Belli i disegni prospettici con tanto verde e colori… Ma nella realtà tutto ciò dovrebbe crescere in aiuole a strisce prevalentemente larghe 1 metro? Ci prendiamo in giro? O si attueranno esperimenti di culture tali da coinvolgere facoltà di agraria e CNR? O più semplicemente ci accontenteremo di arbusti stentati e malati come nel parcheggio S. Jacopo?
Milioni di PNRR per naturalizzare e rigenerare il centro città? Ci speravamo… Prima di scoprire che la superficie permeabile sarà la stessa di quella attuale semplicemente ridistribuita in tanti fazzoletti che consentiranno solo la crescita di qualche tappezzante (e solo se opportunamente irrigati)!
Un’operazione di sola facciata, in perfetta linea con lo spirito di questa dx.
Aldilà di qualche spot l’attuale giunta ha impiegato più di un mandato per farci capire la sua idea di città: grandi spiazzi lastricati sui quali i monumenti fanno da sfondo e un po’ di vegetali da quinta. Sono banditi tutti i viventi che possano sporcare (magari perdendo le foglie) o divenire pericolosi per gli umani laboriosi e produttivi